Beni culturali, il ministero “strozzato” dai tagli

Foro_RomanoLa paura dei dirigenti del Mibac in uno dei periodi più bui della storia del dicastero

ROMA – Oltre 60 Soprintendenti ma anche dirigenti degli archivi, delle biblioteche e dell’amministrazione centrale dei Beni Culturali si sono riuniti alla Certosa di Padula per discutere dei problemi del Mibac che sta attraversando oggettivamente uno dei periodi più bui della sua storia.

Infatti, seppur in stile “burocratese” ed in maniera paludata, i Soprintendenti nel documento finale esprimono la paura che la cancellazione di 38 sedi dirigenziali porti di fatto ad una negazione delle attività di tutela che pur previste da norma costituzionale, di fatto sono impossibili da realizzare per i tagli che ci sono stati e ci saranno dopo il varo definitivo della manovra, sia per le spese di funzionamento sia per l’esiguità dei fondi destinati agli interventi.

A ciò si aggiunge la gravissima situazione della mancanza di personale che va via annualmente nell’ordine di quasi 1000 unità e non verrà sostituita. In più i Sovrintendenti chiedono la semplificazione delle procedure, poiché ad oggi il sistema tra periferia e centro prevede ad esempio per l’approvazione dei piani di intervento, ben 7 passaggi burocratici che potrebbero ridursi al massimo a 3 con recupero di efficienza ed efficacia anche sul fronte della spesa visto il paradosso che vive il Mibac, vale a dire non ha risorse, non ne avrà in futuro, ma quelle che ha non riesce a spenderle.

Inoltre sul fronte della valorizzazione il documento chiede chiarezza anche in merito all’apporto dei privati poiché è noto a tutti che l’operazione Colosseo è stata una bella trovata mediatica del gruppo Tods che ne ricava un beneficio commerciale–finanziario enorme, quando invece lo Stato avrebbe potuto ricavarne molto di più per gli interventi da realizzare non solo sull’Anfiteatro ma per l’intera area archeologica.

Con l’obiettivo di tutelare nel modo più efficace il patrimonio e di migliorare la qualità dei servizi ai cittadini, anche nel rispetto delle peculiarità del territorio, i dirigenti del Mibac hanno individuato l’urgenza di intervenire sui seguenti aspetti:

1. verifica dell’organizzazione del Ministero, con individuazione più chiara dei criteri di articolazione centrale e periferica e della suddivisione di competenze tra i vari livelli e settori;
2. necessità di assicurare un adeguato reclutamento e una formazione permanente del personale al fine di garantire un livello qualitativo sempre più elevato e aggiornato,
3. esame delle procedure in uso con la finalità di razionalizzarle, uniformarle, semplificarle e ridurle,
4. coordinamento degli indirizzi metodologici e procedurali delle attività di tutela, in relazione ai rapporti con le regioni, gli enti locali e i privati;
5. coordinamento degli indirizzi metodologici e procedurali delle attività di valorizzazione,
6. razionalizzazione della spesa e reperimento dei fondi al fine di assicurare l’efficace mantenimento del patrimonio culturale e una decorosa fruizione del medesimo

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