Quanto ci costano le rappresentanze militari?

CocerI delegati spendono ogni anno per le proprie missioni più di 5 milioni di euro. Contenere le spese è possibile

ROMA – In tempi di crisi e di ristrettezze economiche come queste, si deve, se possibile, cercare di contenere i costi che gravano sulla finanza pubblica o, come in questo caso, su quella dei ministeri.
Lo chiedono a gran voce alcuni deputati del Partito Democratico che, in un’interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri della Difesa e dell’Economia e delle Finanze, sollevano il problema delle spese di missione sostenute dai delegati della Rappresentanza militare.

Gli istituti di rappresentanza militare interni alle forze armate, che hanno lo scopo di tutelare il personale, sono divisi in Cocer (Consiglio Centrale), l’organo a carattere nazionale ed interforze, che rappresenta unitariamente il personale dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza; il Coir (Consiglio Intermedio), l’organo che svolge la sua attività presso gli Alti comandi; il Cobar (Consiglio di Base), l’istituto che opera a livello reggimentale e rappresenta il personale presso il Comandante del Corpo.

I rappresentanti dei tre organi, secondo i deputati, durante lo svolgimento delle loro missioni per la partecipazione alle riunioni dei Consigli non usufruiscono dell’ospitalità delle strutture militari, così da riuscire a contenere le spese, ma optano per un diverso trattamento con costi a carico dell’amministrazione militare. Gli interrogati domandano quindi ai ministri competenti, se, al fine di ridurre i costi che gravano sui bilanci dei dicasteri, e quindi di poter destinare i risparmi realizzati al miglioramento del trattamento economico del personale militare, non ritengano opportuno che i delegati della Rappresentanza militare siano aggregati, ovvero che ne sia disposto il trasferimento su domanda, presso le strutture dell’Amministrazione militare dove hanno sede i Consigli presso i quali svolgono il loro mandato rappresentativo.

La risposta del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è arrivata puntuale. Il ministro, oltre ad allegare un prospetto sinottico dei costi della rappresentanza militare, relativo agli oneri di missione, distinto per singola Forza armata/Comando generale, ha precisato che la problematica del trattamento economico di missione per i delegati della rappresentanza militare è stata anche oggetto dei lavori di uno specifico tavolo tecnico interforze, al termine del quale è emerso che:
qualsiasi iniziativa volta a modificare, anche parzialmente, l’attuale sistema potrebbe suscitare sensibilità da parte dei componenti del Cocer; le esigenze e le attività dei delegati Cocer non sono in alcun modo assimilabili a quelle dei frequentatori di corsi o di altre categorie di personale militare; la diversa articolazione sul territorio propria di ogni singola Forza armata/Comando generale e, di conseguenza, la differente distribuzione delle risorse finanziarie da destinare al funzionamento della rappresentanza militare, potrebbero provocare una difformità di trattamento tra delegati.

Costi_Cocer

“In ragione di tali considerazioni – ha affermato La Russa – si è ritenuto di non far ricorso all’istituto dell’aggregazione (e quindi alle strutture logistiche della Difesa) esclusivamente per il personale delegato Cocer e limitatamente ai periodi di missione per impegni consiliari nella Capitale; ciò in considerazione della tipologia delle attività normalmente svolte, nonché delle peculiari caratteristiche della città di Roma, ivi compresa la dispersione e la diversità di disponibilità sul territorio di strutture militari idonee per l’accasermamento”.

Il ministro della Difesa ha voluto comunque sottolineare che, a fronte di ciò, le competenti autorità della Difesa hanno sensibilizzato il Presidente del Cocer interforze affinché siano razionalizzate, al massimo possibile, le convocazioni della rappresentanza militare al fine di realizzare un risparmio nei costi di missione”.

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