L’intricato caso di Enrico Mingardi all’Aran

Enrico_Mingardi_2Il vice commissario sarà nominato nel collegio di indirizzo e controllo dell’agenzia

ROMA – La notizia deve essere ancora ufficializzata, ma si sa già che il Governo si appresta a varare il nuovo collegio di indirizzo e controllo dell’Aran, l’agenzia governativa sui contratti pubblici, che dipende dal ministero della Pubblica Amministrazione. Tra i suoi componenti è prevista la nomina di Enrico Mingardi, attuale vice commissario dell’agenzia dal luglio dello scorso anno.

Sulla prevista nomina di Mingardi all’Aran, Oriano Giovanelli del Pd proprio non ci sta. Il deputato, già un anno fa, al momento della nomina dell’ex assessore alla mobilità del comune di Venezia con Massimo Cacciari a vice commissario aveva sollevato un problema non solo di mancanza di competenze tecniche necessarie per svolgere il delicato compito, ma anche e soprattutto una incompatibilità con precedenti incarichi elettivi, così come previsto dal decreto legislativo ‘Brunetta’ del 27 ottobre 2009, n. 150, articolo 58.
Gli rispose di lì a poco Andrea Augello, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Secondo il sottosegretario, non c’era allora incompatibilità con precedenti cariche elettivi in quanto la disposizione si applica solamente agli organi “ordinari” dell’agenzia, ovvero al Presidente e ai componenti del Collegio di indirizzo e controllo, e non anche agli organi “speciali”, come era quello appunto del vice commissario. Non era inoltre riferibile alcuna delle incompatibilità previste dalla stessa norma in quanto “Mingardi non riveste incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici e non ricopre (e non ha ricoperto nei cinque anni precedenti) cariche in organizzazioni sindacali”.

Parere a dir poco sindacabile. Enrico Mingardi infatti, è cosa nota ai più, è stato assessore alla mobilità trasporti al comune di Venezia dal 3 aprile 2005 al 24 aprile 2008, consigliere comunale di Venezia dal 12 febbraio 2010 al 28 marzo 201, nonché assessore alla viabilità e mobilità al comune di Venezia dal 24 aprile 2008 al 12 febbraio 2010, sempre sotto l’egida dell’ex sindaco Cacciari, quando con un colpo di scena, lasciò l’incarico di assessore (e il Pd) per approdare alla campagna elettorale del ministro Renato Brunetta a sindaco di Venezia. Di incarichi pubblici elettivi dunque Mingardi ne aveva avuti parecchi. Il resto è cosa nota. Venezia bocciò sonoramente la candidatura del ministro, nonostante Mingardi, però qualche mese dopo fu compensato con un posto all’Aran.

Oggi la storia si ripete. Stessi protagonisti, Giovanelli, Brunetta e Mingardi e medesimi fatti. Anche in questo caso infatti il deputato democratico ha sollevato lo stesso caso di incompatibilità aggravato dal fatto che stavolta la nomina è all’interno del collegio di indirizzo e controllo. Giovanelli chiede dunque al ministro se intenda sentire il Consiglio di Stato in relazione alla nomina, così come fece per la compatibilità di nominativi proposti dal sistema delle regioni e delle autonomie locali per lo stesso collegio di indirizzo a cui seguì la sostituzione delle figure proposte.

Potrebbero interessarti anche