16:52 | Crisi, Bruxelles chiede all’Italia di accelerare misure per crescita

Archiviata la manovra di correzione, Bruxelles sollecita l’Italia a varare un pacchetto di misure per stimolare la crescita economica mentre la Commissione europea rivede al ribasso le stime sul Pil italiano nel 2011 dall’1% allo 0,7%.

Il commissario europeo agli affari monetari, Olli Rehn, sottolinea che la manovra approvata ”non avrà alcun impatto sulla crescita del Pil per il 2011”. ”Siamo in contatto con le autorità italiane – ha detto ancora Rehn – che hanno tenuto in considerazione le previsioni di un rallentamento della crescita. Ma il rapporto diffuso oggi dalla Commissione riguarda il 2011, mentre la manovra italiana avrà effetto solo sull’andamento dell’economia dei prossimi anni. Per sapere se la manovra avrà l’atteso effetto sulla crescita, sarà dunque necessario aspettare il mese di novembre, quando a Bruxelles saranno pubblicate le previsioni economiche d’autunno.

Il commissario Rehn si è soffermato sulla necessità che l’Italia ora appronti una serie di interventi per favorire la crescita. ”Dal nostro punto di vista occorre liberalizzare l’economia, pensiamo ai servizi pubblici locali e alle rimozione delle barriere all’accesso delle libere professioni” ha detto Rehn, riconoscendo che le misure prese sul mercato del lavoro ”vanno nella direzione giusta per favorire il recupero della produttività”.

Già nei giorni scorsi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva assicurato che il governo ha aperto il dossier per la crescita e lo sviluppo e oggi a via XX Settembre c’è stato un primo tavolo tra esponenti del governo con Confindustria e Abi. I temi affrontati sono stati ”gli investimenti in opere pubbliche, le liberalizzazioni a cominciare dai servizi pubblici locali, il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e la modernizzazione delle relazioni industriali”, ha riferito il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

Tornando alle previsioni della Commissione europea, Bruxelles stima per l’Italia un indebolimento dell’attività economica nella seconda metà del 2011. ”La flessione della domanda globale peserà sulle esportazioni che finora hanno guidato la ripresa”. Non solo, secondo l’esecutivo comunitario ”la persistente debolezza del mercato del lavoro e le pressioni inflazionistiche peseranno sul reddito disponibile e sui consumi privati”. D’altra parte ”le tensioni sui mercati finanziari aumenteranno i costi per il finanziamento delle imprese impattando negativamente sulle decisioni di investimento”.

La Commissione segnala che ”gli aumenti dei salari restano contenuti principalmente grazie alla riforma della contrattazione che prende in considerazione come riferimento l’inflazione prevista al netto dei prezzi dell’energia”. Il rallentamento nell’area euro è generalizzato. Pil in frenata per Spagna e anche Francia mentre la Commissione ha rivisto al rialzo la performance dell’economia tedesca da +2,6% a +2,9%. ”Il rallentamento si è accentuato così come i rischi al ribasso per la crescita economica”, scrive la Commissione che però esclude un ”double dip”, cioè una seconda recessione. Sull’economia dell’Eurozona pesa ”la crisi del debito sovrano e non possono essere escluse situazioni di contagio dalle turbolenze dei mercati finanziari”.

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