Il gioco delle tre carte della fontana del Moro

fontana-moro-SLIDERIl bando per il restauro vinto dal Belize. La richiesta di risarcimento a Magi. I soldi per la fontana dei Fiumi

ROMA – Tutto è cominciato nella notte del 3 settembre. Mauro Magi, un 52enne romano con disturbi psichici, danneggia la fontana del Moro a piazza Navona con dieci colpi. Un atto “demenziale” e “violento”, tuona il sindaco Alemanno. Che promette: Magi – nel frattempo rintracciato e arrestato dalle forze dell’ordine – pagherà il conto.

I lavori per la ristrutturazione della fontana cominciano il 6 settembre. Tre giorni dopo, il 9, la Sovraintendenza ai Beni culturali annuncia che il restauro è quasi completo. Sulla rapida risoluzione del caso mette la firma anche l’assessore Dino Gasperini, che dopo aver partecipato al sopralluogo dei tecnici conferma che il danno non supererebbe i 10 mila euro.

Finché il 15 settembre, a meno di due settimane dall’atto vandalico e a lavori di restauro completati, il comune di Roma diffonde due notizie contrastanti che aggrovigliano la questione.

Prima arrivano le congratulazioni all’ambasciata del Belize, minuscolo stato agricolo affacciato sul mar dei Caraibi, per aver vinto “il bando di gara per il finanziamento del restauro della fontana”. Bando che sul sito internet del comune di Roma non è rintracciabile. Poche ore dopo lo stesso Gasperini si corregge: tante grazie al governo del Belize per aver partecipato all’avviso pubblico, “ma per il restauro della fontana del Moro, già effettuato da parte di Roma Capitale, l’Amministrazione chiederà i danni all’autore dell’atto vandalico”.

Venerdì mattina il sindaco Alemanno, l’assessore Gasperini e pure l’ambasciatore del Belize presenzieranno al taglio del nastro della restaurata fontana del Moro. I soldi del Belize e di Mauro Magi sono ancora nelle rispettive casse. Per ora hanno pagato solo i cittadini della Capitale. E la fontana, una tra le più antiche di Roma: dopo il danno del vandalo, la beffa delle “tre carte” del Comune.

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