L’uso strumentale e disinvolto del rating

moodys-sliderIl debito sovrano dell’Italia sotto scacco delle società di rating. La speculazione sulle quotazioni

 

ROMA – “E’ attesa entro sabato la decisione di Moody’s circa il rating a lungo termine sul debito italiano. L’agenzia statunitense ha messo sotto osservazione il rating sul nostro paese lo scorso 17 giugno e da quella data sono quasi trascorsi i classici 90 giorni entro i quali l’agenzia può modificare il suo giudizio sulla solvibilità di un paese……Inevitabilmente un abbassamento del rating porterebbe ad ulteriori tensioni, che in settimana sono nate anche dopo l’esito delle aste sui titoli di stato di lunedì e martedì (la domanda è stata in calo rispetto alle emissioni precedenti)”.

È l’incipit della newsletter settimanale di Unicredit sui mercati finanziari. Naturalmente la Banca registra i fatti, fa due più due e trae conclusioni, per quanto ovvie. Ciò nonostante sarebbe interessante sapere se la Consob giudica tali comunicazioni rivolte ai risparmiatori suscettibili di alterare il corso dei mercati, o non le consideri invece informazioni di routine. Certo se domani, venerdì, per ipotesi ci fosse una quantità abnorme di vendite di titoli e lunedì prossimo, qualora il rating di Moody’s fosse rimasto immutato, ci fosse un volume abnorme di acquisti, forse al nostro organo di controllo sulla Borsa qualche sospetto di aggiotaggio potrebbe venire in mente.

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