Polverini-Alemanno, alla resa dei conti

Alemanno-polverini_sliderMovimenti “tellurici” all’interno del Pdl in vista dei congressi e del dopo Berlusconi. Nuovi scenari all’orizzonte

ROMA – La parola magica è “congressi”. Quelli del Pdl: ci saranno tra la fine di novembre e dicembre. La governatrice del Lazio, Renata Polverini, sarà della partita. Del resto lo scenario è cambiato radicalmente rispetto a meno di sei mesi fa. Allora c’erano le elezioni amministrative e l’ex sindacalista dell’Ugl non rinunciò a presentare la sua lista che, a Sora e a Terracina, arrivò al ballottaggio contro il Pdl. L’idea della presidente del Lazio era di saldarsi al progetto di Gianfranco Miccichè, berlusconiano della prima ora, deluso dal Pdl e ispiratore di Forza Sud, una sorta di Lega del Mezzogiorno. A quel tempo lo stesso premier Berlusconi aveva benedetto il progetto: una lista civica animata tra Calabria e Sicilia dal deputato ex Pdl e nel Lazio e in Campania, rispettivamente, dai governatori Polverini e Caldoro. Un movimento (autonomo e, sulla carta, distante dal Pdl) in grado, secondo i piani del Cavaliere, di neutralizzare la presunta formazione liberale e civica di Luca Cordero di Montezemolo.

Ma la politica non conosce il tempo lineare. In sei mesi la crisi è precipitata e ha rovesciato il quadro. Berlusconi è stato “accerchiato”: i diktat dell’Ue sulla manovra economica, necessaria a mettere in linea i conti in vista del pareggio di bilancio del 2014, il pressing del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Infine, la magistratura, tornata all’attacco addirittura in un procedimento in cui il Cavaliere sarebbe vittima di una presunta estorsione da parte dell’imprenditore barese Tarantini (quello che gli presentò Patrizia D’Addario) e del faccendiere-giornalista Lavitola. Un cocktail esplosivo, che ha accelerato gli eventi e ridotto drasticamente il consenso di premier e governo. Dunque l’idea che Berlusconi sia costretto a passare la mano ha preso sempre più corpo e ha spinto tanti esponenti a riposizionarsi e a riconsiderare l’idea di occupare uno spazio dentro, e non fuori, il Pdl.

In questo nuovo scenario la governatrice Polverini ha tentato la sterzata. In un’intervista rilasciata al Messaggero l’11 settembre consigliava addirittura agli esponenti del Pdl di trovare “soluzioni alternative” al governo del Cavaliere. Un “distacco” che non è passato inosservato, come quelli del senatore Pisanu, a cui piacerebbe un esecutivo di grandi intese, e del sindaco di Verona Tosi. A quel punto ci ha pensato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a richiamare tutti all’ordine. Ha invitato “chi non crede” nel partito “a restare a bordo campo” e, soprattutto, ha stigmatizzato le interviste in cui si fa “a gara a chi dà la martellata più forte sulle dita dell’altro”. La sottosegretaria Daniela Santanchè è stata più esplicita. Anche se non ha nominato Alemanno e la Polverini, ha definito i critici del premier “miracolati” che dovrebbero rendersi conto che “senza Berlusconi loro non ci sarebbero e non ci saranno”.

Ma nel frattempo la Polverini era già tornata indietro: prima una generosissima apertura verso Alfano  (“La sua indicazione è stata il momento più importante nella vita del Pdl”, ha detto a Libero), poi ha confermato che potrebbe iscriversi al partito (“Voglio dare un contributo”). Allo stesso tempo ha invocato i congressi. E qui si prepara la resa dei conti per conquistare il Pdl laziale. Il 9 settembre in un hotel dei Parioli c’è stato un vertice a cui hanno partecipato tutti i deputati, i consiglieri regionali, comunali, assessori e dirigenti dell’area ex Forza Italia. Con loro, “casualmente”, la Polverini e il suo braccio destro, Stefano Cetica. L’accordo sarebbe quello di presentarsi al congresso compatti sotto la guida della governatrice, per strappare agli ex An la maggioranza del partito. Lo sfidante? Quell’Alemanno, sindaco di Roma, che da poche settimane ha ricucito con la corrente vicina al deputato Fabio Rampelli. Gianni e Renata: si prepara la resa dei conti.

(Alberto Di Majo)

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