Rai, Dandini: “Tornerò in tv. Dove non lo so”

serenadandiniConferenza stampa di addio della presentatrice di Parla con me nella quale “si toglie qualche sassolino”

ROMA – C’e’ anche Santoro alla conferenza stampa di Serena Dandini all’indomani della decisione della Rai di non rinnovarle il contratto, con conseguente mancata messa in onda sugli schermi televisivi del suo programma Parla con me che sarebbe dovuto ricominciare su Rai 3 il prossimo 27 settembre.

Nell’incontro con i giornalisti anche Domenico Procacci, presidente di Fandango, società produttrice prima coinvolta poi cacciata, che si è vista negare dal Cda la proposta di contratto. Con loro il direttore di Fandango nonché autore Andrea Salerno. Il Cda, riunitosi in questi giorni, ha infatti respinto la proposta di Fandango portata dal dg Lorenza Lei, con cinque voti contrari (tutta la maggioranza) e quattro a favore (opposizione e presidente Garimberti). ”Vogliamo toglierci dei sassolini dalle scarpe – ha detto la Dandini in apertura della conferenza, annunciando – voglio rassicurare il pubblico e le persone con cui lavoro: andrò in onda, dove non lo so. Volevo prendere un anno sabatico, dedicarmi al mio libro e alla rubrica che, da domani, firmo su Io Donna ma per tigna tornerò in televisione”.

La Dandini ha motivato la necessità di sfatare alcune ”leggende metropolitane”. La prima: ”Le risorse interne Rai”. Spiega la conduttrice: ”Si è detto che la capricciosa Dandini non voleva lavorare con le risorse interne. Questa è una grandissima vergogna. Oltre il 70 per cento del personale che lavora al programma – molti dei quali sono qui oggi e li ringrazio di cuore – sono interne Rai: montatore, regia audio e video, producer, la redazione, il mio parrucchiere, il mio truccatore, la costumista, la sartoria… Fandango si sarebbe occupata solo degli autori e degli artisti. Anche gli ospiti, lo scorso anno, erano Rai. Perché mai avrei dovuto rinunciare ad avere la direzione artistica ed autoriale che peraltro è l’unica cosa che mi sono tenuta?”.
Interviene Procacci: ”La Fandango avrebbe solo ed unicamente contrattualizzato queste persone: autori e cast artistico che si esibisce nel programma con un risparmio iniziale per la Rai del 3 per cento, che siamo arrivati a raddoppiare al 6”. Punto due: ”Si é detto di me che sono la Signora dei 14 autori. Avida Dandini! – ironizza la presentatrice -. Ma se io con cento lire decido di prendere 100 autori da una lira piuttosto che uno da 100, perché devo rinunciare? Preferisco avere tante ‘capocce’ che portano al programma idee ed esperienze diverse”. E aggiunge: ”Non vogliamo fare i martiri della vicenda ma specificare che oggi potevamo essere in onda. Così come la Rai era libera di non richiamarci ma non di tenerci appesi”.

La richiesta alla Dandini di tornare con Parla con me venne avanzata dall’allora direttore di Rai 3 Paolo Ruffini a marzo. La Fandango, sempre su richiesta dell’azienda, presentò un budget che si rivelerà essere un’arma a doppio taglio: ”Ad un certo punto ci è stato detto che avremmo dovuto partecipare ad una gara d’appalto. Ci siamo detti disposti e la loro risposta è stata quella che poiché avevamo presentato un budget, e sottolineo richiesto da loro, non potevamo partecipare”. La complessa vicenda ha portato, a giugno, la stessa Dandini a scrivere una lettera aperta al Corriere della Sera nella quale chiedeva cosa ne sarebbe stato del futuro della trasmissione. Nessuna risposta.

La chiamata dalla Rai arriva il primo di agosto: la richiesta del direttore generale Lei e di Ruffini, questa volta, è di apportare delle modifiche al format. Quello che a parere della Dandini, sarà ”solo un escamotage”. La questione ”format” è il terzo punto su cui si sofferma. ”Il format, pur avendolo inventato io nel 2004 – e il nome deriva dal film Parla con lei di Pedro Almodovar che io stessa avevo intervistato – è della Rai al 100%. Non lo abbiamo depositato, sbagliando, ma tant’è. Quello che oggi mi chiedo è perché Fandango è l’unica società esterna che non può produrre un programma in Rai?”, si domanda la Dandini.

Interviene Procacci: ”Quei 5 consiglieri che hanno votato contro hanno una missione, è evidente, e stanno svolgendo bene il loro lavoro. Avevano il colpo in canna e hanno sparato”. Non è bastata la stretta di mano della Lei alla Dandini in occasione del loro incontro in piena estate, né tantomeno il voto a favore del presidente Garimberti. Realtà sulla quale Procacci invita a riflettere.

”Esco dalla Rai senza nemmeno un paio di calze. Certo, sono stata pagata bene negli ultimi anni, non nei primi, ma credo di averlo guadagnato – afferma la Dandini -. Me ne vado lasciando una valigia di abiti personali. Ma sono libera”. Libera di tornare in tv quando e dove vorrà. Magari con i colleghi e amici, solidali con lei, Guzzanti e Marcoré. Nulla è escluso.

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