Intercettazioni, Ferri: “Le norme ci sono, serve applicarle”

cosimo-maria-ferriMagistratura indipendente: non modificare l’attuale disciplina, ma applicare in maniera più rigorosa le norme già esistenti

 

ROMA – Intercettazioni ancora sul tavolo di lavoro della magistratura. Dopo le polemiche dei giorni scorsi è sceso in campo anche Cosimo Maria Ferri, segretario generale di Magistratura indipendente. “Questo mezzo di acquisizione della prova è indispensabile, e limitarne il funzionamento in modo drastico significherebbe ridurne l’efficacia nella tutela della legalità – ha detto il magistrato – ma è anche necessario rafforzare le regole che impediscono l’ingresso nelle carte processuali di conversazioni non attinenti all’oggetto specifico dell’indagine”.

Ferri ha sottolineato come, in base all’art 114 del codice di procedura penale, la pubblicazione di atti processuali non più coperti da segreto è vietata fino alla chiusura delle indagini preliminari. “Se si procede al dibattimento, non è consentita la pubblicazione anche parziale degli atti del fascicolo del dibattimento fino alla sentenza di primo grado, mentre per quelli del fascicolo del pm è possibile solo dopo la sentenza di appello. Il problema riguarda la pubblicazione di estratti o del contenuto degli atti. Sul punto il comma 7 dell’art. 114 prevede che è sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto”.

La soluzione proposta da Ferri consiste nell’intervenire disciplinando in maniera più rigorosa il divieto di pubblicazione del contenuto degli atti. E il diritto di cronaca? “In un bilanciamento di interessi – ha precisato il magistrato – si potrebbe intervenire con una disciplina più rigorosa prevedendo il divieto di deposito da parte del pubblico ministero di intercettazioni non utili o, comunque non utilizzate. L’art. 269 prevede che quando la documentazione relativa alle intercettazioni non è necessaria per il procedimento possono chiederne la distruzione a tutela della riservatezza al giudice che ha autorizzato l’intercettazione. Questa norma però non risolve il problema in quanto attiene ad una fase in cui le intercettazioni sono già note e, quindi, sono già state depositate (misura cautelare) e quindi pubblicate nel loro contenuto. Il problema è a monte ed è legato al fatto che non c’è una disciplina più rigorosa per le intercettazioni non utili o non utilizzate, che spesso vengono comunque automaticamente depositate solo perché trascritte dalla polizia giudiziaria”.

Chiara, dunque, la linea di Magistratura indipendente: raccogliere l’invito del Presidente Napolitano a non alimentare tensioni. “Raccogliamo gli auspici del Capo dello Stato – ha concluso Ferri – auspicando che le tensioni fra politica e magistratura lascino il campo ad un proficuo e comune impegno per la tutela dei diritti dei cittadini italiani”.

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