Teatro Valle, oltre l’occupazione il caso dei lavoratori demansionati

teatrovalle-occupato-SLIDEREx dipendenti Eti passati al Mibac con altre funzioni. Il ministero: “Serve tempo per inserirli nell’organigramma”

 

ROMA – Comincia l’autunno, continua la battaglia degli occupanti del Teatro Valle. Alla vigilia del centesimo giorno di occupazione – la protesta è iniziata il 14 giugno – il destino dello storico palco romano sembra non essere più un’incognita. Superata la possibilità che la gestione fosse ceduta a una joint venture di Alessandro Baricco e Oscar Farinetti (quello di Eataly), è ormai quasi certo che l’arena rimarrà nelle mani pubbliche.

L’occupazione del teatro e soprattutto il grande consenso che questo gesto ha creato nell’opinione pubblica avrebbe, cioè, portato buoni frutti. I tre mesi di programmazione autogestita hanno fatto del Valle una questione nazionale: salvarlo per difendere il destino del teatro italiano, strozzato tra i tagli e la precarietà. Un approccio vincente secondo l’ex assessore alle politiche culturali e alla comunicazione Umberto Croppi, che ha aggiunto: “L’atto di forza ha evitato la gestione privatizzata, per fortuna. La fine dell’occupazione ora dipende da un accordo con il Comune”.

Ma i problemi del Valle non riguardano solo il tira e molla con le istituzioni (dal primo luglio la gestione è passata dal Mibac a Roma Capitale). Con lo scioglimento dell’Ente teatrale italiano nel maggio 2010, che oltre al palco romano gestiva il Duse a Bologna e il teatro della Pergola a Firenze, parte del personale del Valle è stata assorbita al ministero dei Beni culturali che però non ne ha ancora inquadrato i profili professionali.

La questione del presunto demansionamento dei lavoratori del Valle è arrivata fino in Parlamento, dove sono state presentate due interrogazioni, l’ultima ancora senza risposta. “Sono venuti alla luce – ha scritto l’onorevole Carlucci – gravi irregolarità e abusi relativi alla gestione del personale ex Eti che sarebbero da imputare all’ultimo direttore generale ora dirigente delegato dal Mibac”. I lavoratori trasferiti, cioé, sarebbero stati assegnati a posizioni inferiori rispetto a quelle originarie e “alle rimostranze morali – si legge in conclusione alla nota – sono seguite contestazioni di addebito e provvedimenti disciplinari”.

Il ministro Galan, tramite il suo addetto stampa, ha anticipato a Romacapitale.net che la risposta all’onorevole Carlucci è in fase di redazione e sarà presentata tra giovedì e venerdì. “Riguardo al personale ex Eti – ha aggiunto – è inappropriato parlare di demansionamento. Il problema è che nel passaggio dal Valle al Mibac alcune funzioni, come ad esempio il tecnico delle luci, non hanno trovato rispondenza, perché non esistono nell’organigramma ministeriale”. Il ministro ha preparato una proposta che è ora al vaglio della Funzione pubblica. “Ma fino a quando non sarà accolta – ha concluso – non si può parlare di demansionamento perché di fatto i lavoratori dell’ex Ente teatrale non sono ancora stati inquadrati”. Il caso disciplinare, invece, “riguarda una sola persona che si è dimessa dalla carica che aveva al Valle e poi si è voluta reintegrare”.

Intanto domani, con l’inizio dell’autunno, partirà una nuova stagione di occupazione del teatro. Il palinsesto autogestito, andato avanti senza interruzioni per tutta l’estate, ha visto passare sul palcoscenico personaggi del calibro di Gigi Proietti, Roberto Benigni, Nanni Moretti, Jovanotti, Renzo Arbore. La fine dell’occupazione, però, non è ancora in programma.

(Federica Ionta)

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