13:45 | Tbc al Gemelli, sette indagati per epidemia colposa

Va avanti l’indagine sul caso dei neonati risultati positivi al germe tubercolare nati al policlinico Agostino Gemelli tra il 2010 e il 2011. Sette persone, tra medici e amministrativi in servizio al Policlinico Gemelli, e il medico di base che visitò l’infermiera, poi ammalata di tubercolosi, sono state iscritte sul registro degli indagati della procura di Roma. Gli indagati sono medici e due impiegati. Per loro sono stati ipotizzati i reati di epidemia colposa e lesioni colpose. L’inchiesta è seguita dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani e dal pm Alberto Pioletti.

Sembra che l’infermiera da cui è partito il contagio non fosse mai stata visitata negli ultimi sei anni nonostante fosse stata trovata positiva al microbatterio nel 2005. La donna è sicuramente responsabile del contagio dell’unica bambina malata di tubercolosi, nata al Gemelli nel marzo 2011 e ora ricoverata al Bambino Gesù: i risultati delle analisi hanno infatti provato che il germe tubercolare trovato nella piccola è dello stesso ceppo di quello dell’infermiera, ricoverata allo Spallanzani. Secondo gli inquirenti una intera struttura di controllo del Policlinico non ha funzionato.

Il Codacons, che ha indetto un nuovo incontro per venerdì 23 settembre, ha giudicato insufficiente la documentazione depositata dalla Regione al Tar del Lazio dopo che il Tribunale Amministrativo aveva ordinato all’ente di produrre le carte utili sulla vicenda della tbc al Gemelli. “Al Tar infatti – denuncia oggi l’associazione – la Regione si è limitata a depositare un verbale del tavolo di coordinamento del 2 settembre 2011, uno stralcio del Sistema Informativo delle Malattie Infettive e 2 delle 54 pagine di una pubblicazione sul contagio scritta nel 2005. Alcune pagine dei documenti prodotti, inoltre, risultano stranamente mancanti”. In particolare, lamenta il Codacons, non c’è traccia degli atti relativi all’istituzione del tavolo di coordinamento, dei verbali delle sedute operative e di sopralluogo nei locali del reparto di neonatologia, né dei verbali delle sedute del Tavolo e della Commissione durante le quali si è deciso di non estendere il periodo dei controlli.

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