Il caso Tarantini al Csm, domani l’audizione del procuratore di Bari

Antonio_LaudatiLaudati verrà ascoltato dalla I Commissione che ha aperto un’istruttoria su anomalie dell’inchiesta Tarantini

ROMA – Il caso Tarantini investe in pieno anche il Csm. Il 19 settembre infatti, a Palazzo dei Marescialli, l’audizione di Giuseppe Scelsi, sostituto del procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati, ha dato il via all’istruttoria sul caso aperta dalla Prima Commissione. Scelsi, che stava conducendo un’inchiesta sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi, ha rivelato ai consiglieri dell’organo di autogoverno della magistratura, che Laudati avrebbe avviato un’indagine parallela. Indagine che, secondo quanto avrebbe riferito Scelsi al Csm, sarebbe stata svolta da militari della Guardia di Finanza ritenuti vicini a Laudati e al suo ufficio. L’inchiesta coordinata da Scelsi è sempre stata affidata a investigatori del nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle di Bari, anche dopo che Laudati aveva affiancato a Scelsi i colleghi Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, che l’hanno portata a termine nei giorni scorsi facendo notificare otto avvisi di conclusione delle indagini.

E domani, toccherà allo stesso Laudati chiarire i contorni di questa vicenda di fronte alla Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli. Nei suoi confronti penderebbero le ipotesi di reato di abuso d’ufficio, favoreggiamento e tentata violenza privata nei confronti del pm Giuseppe Scelsi. A confermarlo sarebbero alcune carte inviate al Csm dai magistrati salentini che stanno verificando se Laudati abbia agito o meno per rallentare la chiusura delle indagini sulle escort. Gli atti della procura di Lecce dove ci sarebbe la conferma dell’iscrizione di Laudati sul registro degli indagati, andranno all’esame sia dell’ufficio di presidenza del Csm (di cui fa peraltro parte il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, titolare dell’azione disciplinare assieme al ministro della Giustizia) sia della prima commissione di Palazzo dei Marescialli, che vaglia i casi di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale.

L’ex capo degli affari penali del ministero della Giustizia avrà domani la possibilità di dare nel corso dell’audizione a Palazzo dei Marescialli la sua versione dei fatti. L’inchiesta su di lui è stata avviata dopo che la Procura di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta estorsione compiuta da Tarantini e da Valter Lavitola nei confronti di Berlusconi, ha rilevato possibili anomalie nella conduzione dell’inchiesta barese sulle escort. La Procura di Lecce è competente per territorio a indagare sui magistrati del distretto della Corte di Appello di Bari. E proprio su queste presunte anomalie indaga anche il Csm, che ha aperto la pratica dopo aver ricevuto un esposto da parte dello stesso Scelsi. Secondo indiscrezioni negli ambienti giudiziari leccesi, Laudati per il momento non sarà ascoltato dai pm salentini. Al vaglio dei magistrati di Lecce la posizione dei due pm titolari dell’inchiesta barese, i sostituti Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, ascoltati negli ultimi giorni per due volte nell’ufficio del procuratore, Cataldo Motta. I due pm – a quanto si è saputo – sono stati sentiti come persone informate dei fatti, chiamati a confermare o meno eventuali pressioni da parte del procuratore per rallentare il corso dell’inchiesta.

Alla vigilia dell’audizione del procuratore di Bari a Palazzo dei Marescialli, il pm Eugenia Pontassuglia ha voluto oggi ribadire che “senza voler entrare nel merito dell’inchiesta e rispettosa del lavoro dei colleghi di Lecce e Napol”, mai in nessun passaggio dell’audizione dinanzi ai pm partenopei e salentini, “ho messo in discussione l’operato del procuratore Antonio Laudati e quello del collega Ciro Angelills, così come, invece, appare a chi, non leggendo l’intero verbale, si affida a ciò che viene pubblicato”.
Il pm Pontassuglia in una nota esprime “profondo rammarico per veder pubblicati” parti dell’interrogatorio che ha reso sabato scorso, 17 settembre, come persona informata sui fatti, e “che avrebbero dovuto rimanere segreti”.

(Valentina Marsella)

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