Arte contemporanea e bisogni della società

macro-sliderIntervista a Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Macro, il museo di arte contemporanea di Roma

ROMA – Prospettive di un nuovo indirizzo di politica culturale: sono quelle che accompagnano l’insediamento di Bartolomeo Pietromarchi a direttore del Macro. Dal punto di vista gestionale lo aspetta, con delibera già approvata, una autonomia finanziaria per quanto riguarda le attività culturali che saranno presentate in una prossima conferenza stampa. Nel frattempo va avanti la annunciata costituzione di una Fondazione che ne sottolineerà l’indipendenza dai centri di costo della Sopraintendenza, indipendenza auspicata anche dalle associazioni culturali più agguerrite della città che recentemente si sono mosse a sostegno dell’arte contemporanea romane e appoggiata fortemente dall’assessore Gasperini e dalla sua Giunta. Il Macro, sia nella sua sede dell’ex Peroni che in quella del Mattatoio sarà il nuovo tempio delle attività sul contemporaneo, mentre il Centro di ricerca e documentazione sulle arti visive, l’archivio, la Biblioteca e parte della collezione andranno a costituire le competenze del Museo di via Crispi, di prossima riapertura. La programmazione espositiva 2011-2012.

Abbiamo chiesto al nuovo direttore di illustrarci i punti salienti del suo progetto culturale.

“Occorrerà – ci risponde – dare immediatamente un segnale forte alla città sottolineando la vocazione del Macro di diventare centro di produzione, di formazione, di promozione dei linguaggi contemporanei, coinvolgendo in questo progetto tutte le forze professionali interessate, a cominciare dalle università, alle aziende, agli artisti, a un pubblico sempre più diversificato. Il contemporaneo infatti riguarda molteplici discipline legate all’arte (pittura, scultura, design), al cinema, al video, alla musica, alla fotografia, all’architettura che diventeranno protagoniste di un rinnovamento generale. Su questo preciso progetto saranno invitati i protagonisti dei più vari settori, associazioni culturali, gruppi privati a collaborare con proposte e prospettive originali, con competenze anche nuove e saranno attivate collaborazioni con le gallerie e con il mercato internazionale senza tuttavia farsene condizionare.

Tutto questo ci spinge a riflettere su dibattiti recenti che riguardano l’economia: notiamo con favore che nel suo progetto si parla di collettività e democrazia come possibilità per crescere non solo dal punto di vista culturale: in questo pare avvicinarsi alle nuove teorie (mi viene in mente la storica Joyce Appleby, autrice del libro cult negli Stati Uniti “The Reléntless Revolution”) per affrontare le difficoltà di oggi come comunità, con l’aiuto e la collaborazione di tutti. Il mondo che oggi viviamo richiede che l’economia, e non solo, si adatti a nuovi obiettivi da raggiungere e il mondo dell’ “arte” può dare un grosso contributo: innovare infatti significa anche capire i nuovi bisogni. Nel concreto come intende iniziare questo progetto?
Lanceremo il programma con una scadenza pluriennale che sarà annunciata prossimamente coinvolgendo inizialmente soprattutto le generazioni più giovani per dare un forte segno di cambiamento. Gli artisti invitati nelle diverse discipline saranno italiani e internazionali. Nel corso del tempo si cercherà di recuperare anche artisti attivi da tempo nel panorama artistico ma fortemente impegnati nella ricerca e nella sperimentazione.

Sarà perseguita una politica di acquisizioni?
La politica sarà quella di realizzare nuove produzioni che andranno a costituire le nuove collezioni. Cercheremo attraverso esposizioni, ma anche attraverso un programma di formazione che coinvolgerà artisti e operatori con laboratori didattici, di aprirci alla città e di creare per tutti nuove opportunità di conoscenza e di crescita.

E nell’immediato che cosa vedremo?
Al Mattatoio, dove c’è già una precedente programmazione, ci sarà il Festival di Fotografia. Al Macro di via Reggio Emilia l’Enel inaugura il 1° dicembre l’ormai tradizionale progetto ‘Enel Contemporanea’ quest’anno con l’artista Carsten Holler. Poi da gennaio ci saranno delle importanti novità…

(Maria Grazia Tolomeo)

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