Arriva finalmente, sulla carta, il taglio dei membri del Cnel

antonio-marzanoNel 2015 i componenti passeranno da 120 a 70. “Grave ridimensionamento” per Bonanni

ROMA – Il taglio ci sarà solo nel 2015, ma intanto la decisione di ridurre il numero dei componenti del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è stata presa. Nel Consiglio dei ministri di oggi, il presidente Berlusconi ha illustrato uno schema di regolamento che dà immediato seguito a quanto previsto dalla manovra finanziaria, appena convertita in legge, in materia di nuovo assetto del Cnel, che vede ridotto il numero dei componenti da 120 a 70, oltre al presidente e al segretario generale.

Ribadendo la scadenza naturale della consiliatura vigente (2015), il regolamento prevede che i dodici qualificati esperti esponenti della cultura economica, sociale e politica restino confermati e stabilisce in 48 il numero dei rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi pubblici e privati; tra questi, saranno 22 e nove i rappresentanti dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi e 17 i rappresentanti delle imprese. Restano dieci, infine, i rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni di volontariato, designati dai rispettivi Osservatori. Il Consiglio ha approvato lo schema, che verrà trasmesso al Consiglio di Stato per il parere.

Sfidando l’opinione generale che considera il Cnel, pur previsto dalla nostra costituzione, un ‘ente superfluo’, il segretario generale della Cisl ha bollato come “grave ridimensionamento della parti sociali” il provvedimento adottato. “Le decisioni annunciate oggi in Consiglio dei Ministri sulla nuova composizione del Cnel – ha attaccato Bonanni – non hanno altro significato che quello di un punitivo ridimensionamento della rappresentanza di lavoratori e imprese nell’unica sede istituzionale prevista dalla Costituzione, oltretutto a vantaggio, in particolare, di rappresentanti di nomina politica, non previsti dall’articolo 99 della Costituzione. Questo comportamento – aggiunge il leader sindacale – rivela il livore con cui il Governo reagisce alle denunce delle parti sociali sui costi della politica e sui privilegi della casta, in relazione ai quali la debolezza degli interventi nella manovra ne ha evidenziato tutta l’iniquità. 

La Cisl è comunque certa – conclude Bonanni – che la suprema magistratura dello Stato, a cui compete la scelta definitiva con l’emanazione del Suo Decreto, farà rispettare i criteri della importanza numerica e qualitativa previsti dall’articolo 99 e saprà evitare lo stravolgimento a fini di parte di un organo di rilevanza costituzionale”.

Potrebbero interessarti anche