Università, da ‘cartellino giallo’ a commissariamento

univ._La_SapienzaIl decreto Gelmini disciplina le modalità di commissariamento degli Atenei in caso di dissesto finanziario

ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha dato oggi il via libera definitivo al decreto legislativo sui parametri di sostenibilità finanziaria degli atenei e il loro eventuale commissariamento. Il decreto ha già ricevuto l’assenso del Consiglio di Stato e il parere favorevole delle Commissioni parlamentari e sarà quindi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo la registrazione da parte della Corte dei Conti. Il decreto, riferisce una nota del Miur, prevede un monitoraggio costante della situazione economica, finanziaria e patrimoniale degli atenei e definisce parametri atti ad individuare le situazioni critiche e deficitarie degli stessi.

Gli atenei dovranno garantire certezza ed omogeneità nel risanamento dei bilanci ed evitare eccessivi disavanzi; gestire i fondi con maggiore trasparenza; garantire un’offerta formativa di alto livello, senza dover ridurre gli investimenti sulla formazione e operare secondo obiettivi di efficacia, efficienza e trasparenza.

Il decreto definisce e disciplina tre casi. Due definibili da “cartellino giallo”. Il primo riguarda il caso di situazione critica di disequilibrio economico e finanziario e patrimoniale temporaneo. In questa fase l’università intraprende un percorso di risanamento vigilato dai ministeri dell’Istruzione e dell’Economia. Il secondo riguarda il caso di dissesto finanziario che comporta l’incapacità per l’ateneo di fare fronte ai debiti liquidi ed esigibili. In questa fase viene elaborato un piano di rientro in tempi certi. Il cartellino diventa “rosso” nella terza fase: cioè se, nonostante queste possibilità, gli atenei non metteranno ordine nei propri conti. In questo ultimo caso scatterà il commissariamento. In questa fase l’organo commissariale ha l’obiettivo di ripianare i debiti e ricondurre l’intero sistema ad una situazione di equilibrio.

Nel provvedimento è stato valorizzato il ruolo dell’Anvur che, dopo la procedura commissariale, deve valutare se esistano i presupposti per mantenere l’accreditamento dell’istituzione universitaria ovvero per un’eventuale operazione di federazione o fusione di atenei, in linea con i principi ispiratori della riforma.

L’intervento normativo, conclude il Miur, “consente dunque di individuare tempestivamente, tramite l’organo di controllo contabile, le situazioni critiche negli equilibri economici, finanziari e patrimoniali delle università. Consente inoltre di avviare un percorso di risanamento nelle fasi critiche ed adottare un piano di rientro nella fase di dissesto finanziario, secondo criteri analiticamente definiti e sotto la vigilanza dei ministeri indicati, anche per mezzo del Collegio dei revisori dei conti. Infine permette di finalizzare positivamente l’eventuale fase commissariale, diretta al riequilibrio nella situazione economica, finanziaria e patrimoniale e alla garanzia del mantenimento di un livello soddisfacente nella qualità della didattica e della ricerca delle università statali”.

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