Fs, Moretti vs. sindacati: è scontro aperto

frecciarossa-sliderParità di trattamento per tutti i competitor, rivendica l’ad. I sindacati firmano un contratto con la Ntv di Montezemolo

ROMA – Lo sciopero di tutto il personale delle Ferrovie dello Stato Italiane era stato preannunciato dai sindacati nazionali di categoria all’indomani dell’incontro/scontro con l’amministratore delegato di FS. Oggi è stato proclamato ufficialmente. L’astensione dal lavoro avverrà il 21 ottobre per 8 ore, mentre i lavoratori degli appalti proseguiranno per 24 ore.

Al centro del duro braccio di ferro ci sono, insieme alle questioni poste dal segretario della Filt-Cgil Nazionale (il servizio di accompagnamento notte, la cessione dei collegamenti sullo Stretto di Messina, il sistema informatico per la gestione del personale), anche le profonde divergenze emerse sul contratto di lavoro dell’intera categoria. Infatti, dopo l’accordo “segreto” sottoscritto il 25 luglio scorso dalle organizzazioni sindacali con la Ntv di Montezemolo e Della Valle, Mauro Moretti è andato su tutte le furie pretendendo a gran voce che le regole debbano essere uguali per tutti, “Non dico che la contrattazione collettiva debba essere prevalente, ma una base comune contrattuale non dovrebbe impaurire nessuno. In Germania, per esempio, abbiamo gli stessi contratti dei nostri competitor. Poi abbiamo i contratti aziendali, ma in Germania nessuno si sogna di dire che non ci deve essere un contratto unico nel settore ferroviario, come non se lo sogna nessuno in Italia negli altri settori. Anch’io domani potrei disdire il contratto e dire che vado con quello del commercio. Tanto sono nelle condizioni di farlo, visto che il contratto è scaduto da tre anni. Ma ha senso? Nei mercati liberalizzati – ha concluso l’ad – quello che fa fede è il minimo di base di regole comuni, altrimenti c’è la deregolamentazione, che è un’altra cosa”.

Apriti cielo! I dirigenti del sindacato hanno risposto a Moretti a muso duro: ”La sicumera dell’ingegner Moretti prende sempre il sopravvento sulla ragione. Probabilmente è più forte di lui. La fesseria vera è quella di dire, motu proprio, che il protocollo in essere tra le parti con la firma del Ministro Matteoli è una ‘fesseria’ e che non è più valido il percorso contrattuale in essere e la sede convenuta”. Così il segretario generale della Fit-Cisl, Giovanni Luciano.

Abbiamo chiesto allora a Valeria Mascoli, segretaria della Fit Cgil Roma e Lazio, di spiegarci come stanno effettivamente le cose perché, a prima vista, la richiesta di giocare la partita con regole (ovvero costi del lavoro) uguale per tutti i competitor sembra ragionevole. “Certo, se non si considerano le condizioni di partenza i diversi livelli di contrattazione possano apparire squilibrati”. E quali sono queste condizioni? “La liberalizzazione del trasporto ferroviario ha portato in pochi anni nel nostro Paese all’incirca 30 imprese nel segmento cargo. Ognuna di queste applica un contratto di lavoro diverso dall’altro e le Ferrovie dello Stato non hanno mai detto niente. C’è chi applica il contratto dei servizi, degli autoferrotranvieri o addirittura del commercio. Quando nel 2009 è scesa in campo, la Ntv ha ritenuto arbitrariamente di usare proprio il contratto del commercio evidentemente assai più conveniente di quello del trasporto ferroviario”.

Rispetto a questo caos, che ha fatto il sindacato? “Partendo dal contratto delle attività ferroviarie del 2003 – ci dice Valeria Mascoli – ormai abbondantemente scaduto, stiamo lavorando da tempo per la definizione di un contratto nazionale della mobilità (come sancito nel Protocollo d’Intesa del maggio 2009 che ne ha decretato la nascita), e che peraltro Ntv ha sottoscritto, che possa diventare il riferimento per tutte le imprese ferroviarie che già operano in Italia con l’obiettivo di regolamentare il mercato liberalizzato attraverso una progressiva armonizzazione dei trattamenti normativi e retributivi applicati a tutto il personale.

Per essere più chiari, si lavora sui due livelli di contrattazione, quello erga omnes e quello aziendale, con i quali tutti gli operatori dovranno fare i conti, prima ancora dell’articolo 8 della manovra. E’ chiaro che nel caso di Ntv si è trattato di un negoziato di secondo livello in cui abbiamo riportato l’azienda nel contesto della contrattazione di settore, pur tenendo conto delle specificità di una start up. Quindi nessuno sconto a Montezemolo & C., ma solo particolari condizioni di flessibilità concesse, a tempo determinato, ad una new entry nel mercato del trasporto ferroviario, per il periodo strettamente necessario al suo assestamento (comunque non oltre il 2015), mentre contiamo di portare a compimento il lavoro di definizione proprio di quella ‘cornice’ normativa nazionale di primo livello che l’ad di Ferrovie dello Stato con il suo atteggiamento ostile sta contribuendo a ritardare”.

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