Un manifesto firmato Confindustria per salvare l’Italia

Emma-MarcegagliaIl documento da portare al governo è già pronto e fissa in 5 punti la ricetta per cercare di salvare il Paese

FIRENZE – Un manifesto delle imprese per “salvare l’Italia” da portare al governo che deve impegnarsi su grandi riforme o Confindustria scinderà le proprie responsabilità. Ad annunciarlo è Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea degli industriali toscani, nello stabilimento Bassilichi a Firenze.

La decisione, ha spiegato, è stata presa ieri dal direttivo di Confindustria. “Se il governo – ha dichiarato – è disponibile a parlare con noi e le associazioni di impresa di grandi riforme siamo pronti a ragionare. Altrimenti se vuole andare avanti su piccole cosette di manutenzione non siamo interessati; scindiamo le nostre responsabilità perché vogliamo un cambiamento vero. Noi vogliamo – ha aggiunto – una vera discontinuità, non siamo più disponibili a vedere piccole cose che non servono a far cambiare passo. Ci presenteremo insieme alle altre associazioni di imprese, con un documento, che non è per le imprese, ma un manifesto per salvare l’Italia.

Il documento, che è pronto, si baserà su cinque punti fondamentali: “Il primo – ha spiegato la Marcegaglia – è la riduzione della spesa pubblica, non con tagli lineari, ma con una spending review, soprattutto partendo da una riforma delle pensioni che ci porti in linea con l’Europa. Potremmo utilizzare almeno una parte delle risorse così ottenute per abbassare il cuneo contributivo fiscale a partire dai giovani”.

Confindustria chiede poi la “vendita di beni pubblici, immobiliari e anche di società e “liberalizzazioni: c’è ancora molto da fare. Nell’ultima manovra sono stati citati alcuni capitoli ma non c’è quasi niente”. Poi occorre affrontare il capitolo delle infrastrutture per “levare tutti i vincoli burocratici e di testa che impediscono a investimenti già finanziati di partire. Infine serve subito una riforma fiscale che abbassi le tasse sui lavoratori e le imprese e eventualmente le alzi su tutto il resto. Siamo disponibili – ha assicurato – a ragionare su una piccola patrimoniale, pagare come persone fisiche ma avere minori tasse”.

La numero uno di Confindustria ha anche ammonito che “non tolleriamo più una situazione di stallo, nella quale non si decidono le grandi cose perché si ha paura di scontentare un partito coalizione, un pezzettino dell’elettorato o della coalizione. Adesso – ha concluso – molto velocemente, l’Italia per uscire da questa situazione, deve affrontare i veri nodi, cambiare passo. Serve una grande discontinuità che dimostri che siamo un Paese serio, che vuol prendere in mano i suoi vizi e risolverli”.

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