R&D, stanziati 237 milioni per le imprese. Ma è già polemica

ricerca-sviluppo-SLIDERPresentato il piano per l’innovazione nel Lazio. Nieri (Sel): “Sistema obsoleto dei finanziamenti a pioggia”

ROMA – La Regione Lazio svela il piano strategico per la ricerca e l’innovazione, ma è già polemica. A meno di due giorni dalla presentazione del programma in commissione Sviluppo economico, presieduta da Giancarlo Miele del Pdl, il Piano strategico regionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico 2011–2013 incontra già alcune resistenze.

Il primo a puntare il dito è Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra ecologia libertà nel Consiglio regionale ed ex assessore al Bilancio del Lazio. Secondo Nieri il programma “cancella ogni forma di politica industriale e settoriale” ripristinando “il vecchio sistema di finanziamento a pioggia”. “Anziché pianificare la ripresa dello sviluppo territoriale – critica il consigliere – si ritorna alla redistribuzione senza criterio”.

Diverso il punto di vista del presidente di Commissione, Miele, secondo cui il Piano “è uno strumento operativo che consentirà una diffusione capillare nel sistema imprenditoriale del Lazio dell’innovazione grazie alla sinergia fra imprese, università e dei centri di ricerca”.

Più moderata la posizione di Claudio Mancini (Pd), l’unico a intervenire durante la presentazione. Il consigliere da un lato ha sottolineato la continuità nell’azione della Regione iniziata nelle passate legislature, mentre dall’altro non ha condiviso in pieno la scelta di spostare l’attenzione sulle imprese come soggetti a cui destinare le risorse. “Il sistema imprenditoriale del Lazio è molto frammentato – ha osservato Mancini – invece quello della ricerca è più robusto. Prevedo che sarà poco agevole trovare un mondo delle imprese in grado di partecipare ai bandi senza la collaborazione di università e centri di ricerca”.

L’attuazione del programma prevede uno stanziamento di 237,5 milioni di euro a favore di oltre 144 mila imprese nel Lazio, per investimenti in ricerca e innovazione. I fondi, disponibili nel triennio 2011-2013, saranno messi a disposizione dal Fondo regionale per la promozione della ricerca istituito con la finanziaria regionale 2011 (154,5 milioni) e dagli stanziamenti previsti nella precedente programmazione per interventi non attuati o non conclusi (56 milioni di euro). Altri 83 milioni sono risorse finanziarie di fonte comunitaria che vanno ad aggiungersi ad altre risorse di fonte nazionale per il cofinanziamento dell’Accordo di Programma Quadro “Ricerca, innovazione tecnologica, reti telematiche” i cui importi sono in corso di definizione.

Il Piano dovrà ora essere discusso in Commissione, prima di approdare nell’Aula consiliare.

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