Il “Madoff dei Parioli” in tribunale. Parte il processo Lande

gianfranco-landi-madoff-SLIDERMolti i reati contestati al broker romano, accusato di aver truffato oltre 1600 clienti per 300 milioni di euro

ROMA – Una folta barba bianca e capelli lunghi. Si è presentato così in tribunale Gianfranco Lande, il broker romano ribattezzato “Madoff dei Parioli” e accusato di aver truffato per oltre 300 milioni di euro più 1600 “clienti” della Roma bene. Il volto segnato da una settimana di sciopero della fame, Lande non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione spontanea, ipotesi che era invece circolata nella prima mattinata. Al suo fianco gli avvocati Susanna Carraro e Salvatore Sciullo, che oltre al promotore finanziario difende la compagna Raffaella Raspi, anche lei in carcere dal marzo scorso.

L’udienza è cominciata poco dopo le 10. In aula, oltre all’imputato, ai difensori e alla pubblica accusa rappresentata dal pm Luca Tescaroli, centinaia di ex clienti del broker. Si tratta di professionisti, nobili ma anche personaggi dello spettacolo che avevano affidato a Lande e Roberto Torregiani, tramite le società Egp Italia ed Eim, più di 300 milioni di euro. La somma era stata investita in azioni, fondi di investimento creati ad hoc e strumenti derivati negli stati delle Bahamas, Lussemburgo, Svizzera e Belgio, comunque fuori dal circuito dei controlli legali, con promesse di rendimento fino al 12%. Tra i vip che hanno denunciato il raggiro ci sono Sabina Guzzanti, che aveva investito circa 350mila euro, i fratelli Vanzina, Francesco De Cecco, Samantha De Grenet, David Riondino, Silvia Verdone, Massimo Ranieri, la principessa Claudia Ruspoli. Centinaia persone hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile: i “truffati” dal sistema Lande sarebbero almeno 1687, secondo una lista ora all’esame delle parti.

Due le richieste della difesa al giudice della nona sezione penale, presieduta da Carmelita Russo: l’acquisto di un lettore digitale, per dare all’imputato la possibilità di leggere gli atti a suo carico anche dal carcere, e la nullità del decreto di giudizio immediato che ha dato il via al processo. Secondo Sciullo, infatti, la richiesta del rito speciale – avanzata dal pm il 1 luglio e accolta dal gip l’11 luglio – sarebbe stata fatta prima della definizione del procedimento per il riesame della misura cautelare, per il quale Lande si trova in carcere dal 24 marzo. Non solo. Secondo la tesi di Sciullo, parte della documentazione sequestrata negli uffici del broker sarebbe stata depositata presso varie sedi – “anche presso la polizia postale”, ha sottolineato il penalista – negando alla difesa la possibilità di consultarla per chiedere riti alternativi. “La documentazione poteva essere esaminata – ha risposto invece il pm – ma non è stato mai richiesto prima del 27 luglio”.

Sull’eccezione presentata dalla difesa il tribunale deciderà il prossimo 6 ottobre. Intanto Lande resterà in carcere con le accuse di associazione per delinquere, ostacolo alla vigilanza e abusivismo finanziario e bancarotta fraudolenta per Egp Italia. Gli altri quattro imputati coinvolti nell’inchiesta – oltre a Raffaella Raspi e Torregiani, ci sono Andrea Raspi e Gian Piero De Villanova Castellacci – compariranno davanti al giudice per l’udienza preliminare il 10 ottobre con riti alternativi.

(Federica Ionta)

Potrebbero interessarti anche