As Roma: lo stadio non c’è, le polemiche sì

stadio-olimpico-SLIDERLe varianti al Prg per Tor di Valle. Il futuro dell’Olimpico destinato ai grandi eventi. Mentre la Lazio sta a guardare

ROMA – “La legge sugli stadi non serve, occorrono iniziative da parte delle squadre romane”. Così il sindaco Gianni Alemanno alcune settimane fa aveva riaperto la strada per la costruzione di impianti calcistici privati da parte dei due club della Capitale. Una proposta che dalle due squadre è stata accolta assai diversamente.

Sul fronte della Roma non si sono fermate le voci – e le polemiche – sulla realizzazione del nuovo stadio. Tramontata l’ipotesi dell’area della Monachina (l’impianto sportivo doveva essere realizzato al posto di un campo nomadi in zona Aurelio) nell’occhio del ciclone è finito l’ippodromo di Tor di Valle e soprattutto le varianti al piano regolatore necessarie per trasformare 14 mila metri cubi edificabili in un milione di metri cubi a disposizione per la costruzione di case e negozi.

Dopo l’allarme lanciato da Legambiente, che in un dossier ha parlato di “grande operazione speculativa”, l’ufficializzazione di DiBenedetti alla presidenza dell’As Roma ha riportato l’argomento in testa alle pagine di cronaca sportiva e cittadina. Un dibattito tanto acceso – “La sola cosa che sa fare il sindaco Alemanno è caricare il piano regolatore di ulteriore cubature, seguendo i desiderata di gruppi privati”, ha detto il responsabile territorio di Legambiente Lazio, Mauro Veronesi – da richiamare l’intervento istituzionale del vicegovernatore della Regione, Luciano Ciocchetti. “Non c’è nessun progetto formalmente presentato al Comune di Roma o alla Regione”, ha rassicurato il vicepresidente e assessore regionale all’Urbanistica, prima di anticipare che il nuovo stadio potrebbe essere realizzato in zona Tor Vergata, “dove c’è un progetto legato al prolungamento della metropolitana, il Gra e l’autostrada Roma-Napoli”.

In casa Lazio, invece, tutto tace. Intervistato da Romacapitale.net, il responsabile della comunicazione della società Stefano De Martino ha detto che “la Lazio è pronta per il nuovo impianto”, ma prima “ci sono questioni da dirimere a cominciare dalla legge sugli stadi”, che è però ferma.

E l’Olimpico? Nel mare magnum di informazioni e smentite sugli stadi privati, poco o nulla è stato detto sul destino della storica arena romana, la cui gestione insieme ad altri impianti sportivi ha fruttato al Coni 17 milioni di euro nel 2010. Secondo alcuni lo stadio, inaugurato come “stadio dei Cipressi” nel 1937, sarà destinato alle competizioni internazionali e ai grandi eventi. Ma anche questa, per ora, è solo una voce.

(Federica Ionta)

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