Beati gli avvocati dipendenti dell’Anas

anas-SLIDERGli avvocati dell’Azienda retribuiti in base alle tariffe professionali: parcelle fino a 180 mila euro

ROMA – Uno pensa che la decisione dell’Anas di avvalersi dei propri dipendenti/avvocati, anziché dell’Avvocatura dello Stato, per le innumerevoli cause che la vedono impegnata sia stata una scelta saggia che risponde a quel contenimento dei costi imposto a tutte le amministrazioni pubbliche dalle recenti manovre finanziarie. Se però uno va poi a vedere i risultati pratici di questa innovazione si accorge che le cose non sono così brillanti come erano state presentate.

E’ stato infatti realizzato un elenco speciale di avvocati interni, cioè di dipendenti della stessa Anas, a cui vengono riconosciuti i compensi stabiliti dalle tariffe professionali. Si hanno in tal modo casi come quello appena verificatosi di due avvocati dipendenti dell’Anas che hanno incassato una parcella di 180 mila euro per servizi legali prestati, di gran lunga superiori ai loro stipendi ordinari.

Dal momento che la loro attività viene svolta durante l’orario normale di lavoro e con mezzi e attrezzature fornite dall’azienda, la sen. Magistrelli (Pd) domanda ai ministri dell’economia e delle infrastrutture perché alcuni dipendenti dell’Anas vengono remunerati con onorari propri delle libere professioni, di gran lunga superiori al limite massimo dell’incentivo riconosciuto contrattualmente ai dirigenti, che non può comunque eccedere del 30% la loro retribuzione ordinaria. Sarebbe interessante conoscere – afferma la senatrice marchigiana – l’elenco completo delle liquidazioni degli onorari riconosciuti dall’Anas agli avvocati interni, non solo per sanare una forte sperequazione retributiva all’interno dell’azienda, ma anche per verificare la coerenza dei comportamenti concreti con la linea di contenimento della spesa pubblica.

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