Crialese: “Felice di immigrare in America con ‘Terraferma’”

Film_Terraferma_aperturaIl film candidato agli Oscar. Il regista: “Credo sia un giudizio legato alla fruibilità del film in America”

ROMA – “Contento, contento, contento”. È felice Emanuele Crialese alla notizia odierna della nomination di Terraferma come film candidato per l’Italia all’Oscar.

“Ho passato una notte agitata e insonne. Sono uscito a prendere delle medicine per l’influenza e volevo rimettermi a dormire quando, a mezzogiorno, ho ricevuto la telefonata del mio ufficio stampa che mi faceva i complimenti”, racconta il neocandidato Crialese. “Da quel momento ad ora non sono riuscito a prendere telefonate che non fossero quelle dei giornalisti – prosegue – addirittura mia madre mi ha mandato un messaggio di insulto: ma ti pare che devo venirlo a sapere dal telegiornale?”.
Il film di Emanuele Crialese, scelto fra altre sette pellicole italiane, è stato designato dalla commissione di selezione istituita dall’Anica. Terraferma rappresenterà dunque il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera. Sarà però l’Academy a decidere se il film entrerà nella cinquina del miglior film straniero. Responso che arriverà il 24 gennaio 2012.

Il regista intanto commenta con modestia la candidatura di oggi. “Non credo sia un giudizio di merito, quanto invece legato alla fruibilità del film in America. Il mio non è il miglior film degli otto italiani candidati, credo che tutti, da Martone a Moretti, così come la meritevolissima opera prima di Alice Rorhwacher, siano dei bei film”.

Fresco di successo al Toronto Film Festival, seguito a quello veneziano dove il film, presentato nella sezione in concorso, ha vinto il premio della giuria, e appena premiato dal Sngci con il prestigioso Pasinetti, Terraferma, pellicola sul delicato quanto mai attuale tema dell’immigrazione, si appresta lei stessa a immigrare oltreoceano.

Intanto Crialese, che l’America la conosce in quanto ci ha vissuto e studiato, si dice pronto a mettersi in gioco e ad affrontare la promozione del film insieme ai produttori: ”In America mi sento piuttosto a casa – spiega – gli americani sono curiosi e positivi. E amano il cinema italiano. Questo sicuramente mi rende la strada più semplice. Terraferma è un film con una sua semplicità narrativa. Il tema dell’immigrazione è uno dei temi del secolo e tutti, Stati Uniti compresi, lo stiamo affrontando. Dopo Respiro e Nuovomondo chiudo con Terraferma una sorta di trilogia.

Quanto alla possibilità di lavorare negli Stati Uniti come ha fatto il collega Paolo Sorrentino con “This must be the place”, Crialese risponde: “Penso sia una bellissima esperienza girare il mondo come ha fatto Paolo che ha diretto un attore come Sean Penn. Trovo sia segno di grande intelligenza e grande apertura. Ogni tanto c’è bisogno di allargare i paesaggi. E lo dico da persona che ha vissuto fuori per 10 anni. Quando si torna nel proprio Paese, si guarda alle cose con più meraviglia”. 
Prodotto da Cattleya e Rai Cinema in collaborazione con Sensi/Cinema-Regione Sicilia, Terraferma sarà supportato anche dal ministero dei Beni e le Attività culturali: esiste infatti, per i film in corsa alla candidatura all’Oscar, una cifra stanziata per la promozione.

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