Matteoli fischiato lascia l’assemblea dell’Ance

matteoliDalla platea sono partiti fischi e insulti al grido di “Vergogna, vai a casa”. Il ministro: “Hanno la mia comprensione”

ROMA – È finita nel peggiore dei modi con il ministro Matteoli costretto alla fuga, insultato e fischiato durante il suo intervento da alcuni imprenditori presenti in platea. L’occasione era l’assemblea annuale dell’Ance, riunione dello stato maggiore dei costruttori edili, un settore che, neanche a dirlo, ha già perso qualcosa come 250 mila posti di lavoro, che salgono a 350 se si considera l’indotto.

L’intervento del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteoli, doveva servire forse a rassicurare l’assemblea su i contenuti del decreto Sviluppo e dunque sulle infrastrutture da portare avanti. Il ministro stava elencando le cose fatte da Governo, quando dalla platea sono partiti fischi e urla al grido di “vergogna, vergogna”. A quel punto altri imprenditori si sono uniti al coro intonando “Basta, andate via” o “Ve ne dovete andare a casa, le imprese stanno fallendo”. Intanto fra il pubblico altri contestatori invitavano i presenti a uscire dalla sala.

Il ministro, costretto a lasciare l’assemblea, ha risposto ai contestatori con fair play. “Naturalmente le imprese sono in grande difficoltà e capisco perfettamente gli stati d’animo – ha detto Matteoli -. Hanno tutta la mia comprensione”.
Secondo invece gli imprenditori il ministro è venuto senza sapere di cosa doveva parlare, senza dare né risposte, né proposte. “Non c’è niente per il futuro. Ci aspettavamo come minimo qualche novità”, ha spiegato Sandro Catalano, presidente del gruppo giovani dell’Ance di Trapani, nonché uno dei contestatori.

Molto duro anche il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, secondo cui “il decreto Sviluppo allo studio del Governo non può riguardare solo poche grandi opere. Se così fosse – ha aggiunto Buzzetti – ciò non sarà tollerabile dell’associazione stessa.
Non possiamo responsabilmente accettare – ha spiegato – che in uno scenario di crisi le poche risorse disponibili vadano a concentrarsi su poche grandi opere e dimezzino i programmi di interventi che offrirebbero risposte diffuse e una boccata d’ossigeno a molte imprese”.

Per Buzzetti, occorre piuttosto”spendere una parte di quei cinque miliardi in bilancio per il 2012 per gli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza del territorio”. Oltre a questo, il presidente dell’Ance chiede di sbloccare i fondi pubblici già stanziati perché “l’assunto che sia possibile un’infrastrutturazione generatrice di sviluppo a costo zero o è una chimera o è una presa in giro”.

Di mancanza di soldi parla invece lo stesso Matteoli, che in una dichiarazione ha precisato che il decreto Sviluppo prevede finanziamenti attraverso defiscalizzazioni, perché, appunto, i soldi non ci sono. Il ministro ha inoltre confermato che verranno ascoltati tutti gli enti locali, mentre il decreto sarà pronto tra una decina di giorni. “Le risorse sono indirette – ha concluso il ministro – ma sono sempre risorse”.

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