Tarantini domina ancora l’agenda del Csm

giampaolo-tarantini-SLIDERDopo Scelsi e Laudati, c’è attesa per la convocazione di altri pm della Procura barese
-IL CASO DI BRIGANDI’

ROMA – Prosegue al Csm l’istruttoria sul caso Tarantini, che ha fatto finire nella bufera il procuratore di Bari Antonio Laudati. Dopo le audizioni dell’ex pm barese Giuseppe Scelsi e dello stesso Laudati, la prossima settimana toccherà ad altri pubblici ministeri della Procura pugliese, compreso l’aggiunto Anna Maria Tosto. Alla base della raffica di audizioni a Palazzo dei Marescialli c’è l’intenzione di andare a fondo per verificare l’autenticità delle accuse mosse al procuratore di Bari. Prima tra tutte, quella sostenuta da Scelsi di aver rallentato l’inchiesta sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier Silvio Berlusconi.

I verbali di interrogatorio di Scelsi, in possesso della Prima Commissione del Csm, sono gli stessi contenuti nel fascicolo napoletano già trasmesso a Roma la scorsa settimana e anche in possesso della procura di Lecce, che intanto ha indagato Laudati per tentativo di violenza privata (nei confronti di Scelsi), abuso d’ufficio e favoreggiamento personale. Ma la scorsa settimana il procuratore di Bari si è difeso a tutto campo, respingendo punto per punto le tante accuse mossegli dal suo sostituto. Amareggiato per essere finto nel tritacarne mediatico, il procuratore capo di Bari si è mostrato però combattivo: con sé ha infatti portato una serie di carte depositate al Csm per “ricostruire la verità dei fatti” così da smentire “una serie di falsità e di calunnie”. Non solo. Laudati ha anche annunciato denunce per calunnia nei confronti di Scelsi e del colonnello della Guardia di Finanza Salvatore Paglino. Quest’ultimo, arrestato nel giugno del 2010 su richiesta dello stesso Laudati per peculato, stalking e rivelazione del segreto d’ufficio, era in servizio al nucleo di polizia tributaria di Bari e coordinava le indagini su Tarantini e il giro di escort. Difesa ma anche attacco dunque per Laudati: il procuratore ha anche sostenuto che a lasciare il suo posto per ora non ci pensa affatto. Ma se mai emergesse una sola ombra e se la Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli avviasse una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità’ ambientale, lui stesso per primo farebbe marcia indietro chiedendo di essere destinato ad altro incarico.

La Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, presieduta dal laico del Pdl Nicolò Zanon, dopo aver preso in esame i documenti depositati da Laudati dovrebbe convocare a Palazzo dei Marescialli anche i due magistrati che hanno affiancato Scelsi nell’inchiesta escort, vale a dire i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia, per mettere a confronto le diverse versioni. Presunti ritardi, sospetti di omissioni e depistaggi con al centro il procuratore di Bari, e Scelsi: conterrebbe anche questo il fascicolo sulle dazioni di denaro di Silvio Berlusconi a Gianpaolo Tarantini tramite Valter Lavitola che, secondo la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli dovrebbe giungere a Bari individuata come la Procura competente a indagare. Slitta però, per il momento, la decisione della Procura di Roma sul caso Tarantini. Il procuratore Giovanni Ferrara e l’aggiunto Pietro Saviotti, per definire i profili della vicenda e decidere se inviare gli atti a Bari o sollevare il conflitto di competenza in Cassazione, hanno bisogno di un altro atto, oltre alle trenta pagine delle motivazioni del Riesame di Napoli. Si tratta dell’informativa della Guardia di Finanza posta alla base del ricorso al tribunale del Riesame da parte dei pm napoletani e nella quale sembra configurarsi l’ipotesi di istigazione a rendere falsa testimonianza da parte del premier. L’atto è stato giàà chiesto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi di Napoli. Alla luce di questa necessità dei magistrati romani la decisione dovrebbe essere presa entro domani.

Intanto al Csm è anche attesa l’elezione del membro laico che andrà a occupare la poltrona lasciata libera da Matteo Brigandì. Il Parlamento in seduta comune è convocato per il 4 ottobre prossimo per eleggere, oltre al consigliere di Palazzo dei Marescialli, anche un giudice della Corte costituzionale.

Sul fronte incarichi direttivi intanto, si è insediato in procura a Bari il primo dei cinque sostituti procuratori trasferiti dal Csm. E’ Baldo Pisani, proveniente dalla procura di Castrovillari. Il prossimo 3 ottobre arriverà da Lecce il terzo procuratore aggiunto, Giorgio Lino Bruno, che affiancherà Pasquale Drago e Annamaria Tosto. Nello stesso giorno si insedierà l’altro sostituto procuratore, Lidia Giorgio, proveniente dalla procura di Foggia. Entro metà ottobre arriverà Chiara Giordano, ora in servizio presso il tribunale per i minorenni di Bari. Entro dicembre, infine, saranno trasferiti a Bari i sostituti procuratori Marcello Barbanente e Federico Perrone.

Proprio oggi infine, si è insediato Giovanni Canzio, il nuovo presidente della Corte d’Appello di Milano, nominato lo scorso 14 luglio dal plenum del Csm dopo le dimissioni di Alfonso Marra avvenute in seguito allo scandalo della cosiddetta P3. Canzio, che si è presentato affermando di sentirsi come “al primo giorno di scuola” non ha nascosto “la serie di criticità strutturali che attraversano la Corte d’Appello di Milano” Ma “non c’è nessun allarme”, ha aggiunto, e ogni ostacolo va affrontato “con rigore e chiarezza negli obiettivi e negli strumenti”. “So bene che Milano è speciale per il rapporto tra magistratura e potere politico” ha quindi aggiunto Canzio che ha invitato i magistrati milanesi a “coniugare efficienza e qualità del servizio”.

(Valentina Marsella)

 

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