Carte di credito, il giallo dei 77 cents per fare benzina

distributore-benzina-carta-SLIDERLe maggiorazioni si pagano solo in Italia, ma all’Ue risulta che il nostro Paese le abbia vietate

BRUXELLES – Commissioni delle carte di credito sul rifornimento carburante: è giallo. Nonostante Bruxelles abbia fatto sapere che “all’Unione europea risulta che l’Italia abbia proibito l’applicazione di spese supplementari per l’accettazione di carte”, due istituti continuano ad applicare una maggiorazione di 77 centesimi di euro per ogni spesa al distributore. Si tratta di American Express e Carta sì: la sovrattassa è chiaramente scritta nel foglio informativo di acquisto della carta di credito, ma ci si chiede se tale balzello sia in violazione della normativa italiana ed europea.

Non è chiaro, infatti, perché i due istituti continuino a far pagare 77 cents se l’Italia ha proibito di caricare sulle carte costi aggiuntivi. Né per quale motivo la maggiorazione sia applicata solo su carte di credito emesse in Italia e usate sul territorio nazionale: chi paga la benzina all’estero con una carta italiana, cioè, è esente dalla commissione e lo stesso vale per chi fa rifornimento in Italia con una carta non italiana.

I dubbi sulla vicenda sono molti. Che sia una commissione voluta dagli istituti di credito per disincentivare l’uso delle carte alle pompe di benzina? Che sia una sorta di gabella come il vecchio costo di ricarica dei telefoni cellulari?

Una cosa è certa: i soldi extra non vanno al beneficiario finale del pagamento, cioè il gestore dell’impianto, ma al “prestatore del servizio”, ossia le aziende di credito.

American Express e Carta sì, nonostante i tentativi di Romacapitale.net, non sono state finora raggiungibili per chiarire la propria posizione in merito alla vicenda.

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