Fisco, i misteri dell’intesa tra Agenzia delle entrate ed enti locali

scontrino-SLIDERSi parla di collaborazione tra l’ente pubblico e comuni nella lotta all’evasione. Ma a Roma non spiegano come funziona

ROMA – In questo periodo di grande attenzione ai temi della spesa pubblica e dell’economia sommersa, il governo rilancia ogni giorno sulle misure che intenderebbe adottare nella lotta all’evasione fiscale. Dai provvedimenti su libretti al portatore e conti corrente, a interventi di tipo “culturale”, come la pubblicità progresso che in questi giorni circola in tv e che pretenderebbe di convertire evasori incalliti con slogan del tipo “Se tutti pagano, fa bene a tutti”.

Altro provvedimento di cui si sente parlare è la collaborazione agenzia fiscale ed enti locali. Amministrazioni come il Comune, cioè, dovrebbero aiutare gli ispettori a identificare i casi di evasione fiscale in virtù della loro maggiore conoscenza del territorio.

Bella iniziativa. Peccato che i dettagli concreti di questa cooperazione non sono stati resi noti e l’ufficio provinciale di Roma dell’Agenzia delle entrate ha detto a Romacapitale.net di non potersi esprimere a riguardo. L’ente pubblico ha infatti ribadito di non poter spiegare in cosa consiste questa collaborazione, entro quali termini si svolge, quali benefici può apportare alle casse dello Stato e dunque a tutti i cittadini onesti che mese dopo mese subiscono l’accetta del Fisco in busta paga, per contribuire alle (sacrosante) spese dello stato sociale. Mentre altri non pagano.

Su questa (innovativa?) iniziativa a favore della trasparenza, viene calato un velo proprio da coloro che dovrebbero scoperchiare il vaso di Pandora?

Non conoscendone i dettagli, è difficile immaginare se la collaborazione tra enti locali e Agenzia delle entrate porterà i frutti sperati. Per ora le uniche certezze rimangono i numeri sull’evasione in Italia: 49,2 miliardi di euro di redditi non dichiarati nel 2010 (l’attuale finanziaria mira a raccoglierne 53,3 fino al 2013), 8.850 evasori identificati dalla Guardia di finanza, che pur svolgendo attività economiche non avevano mai presentato le dichiarazioni.

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