Sforbiciata Coni: via i comitati provinciali e mille consiglieri

consiglio-coni-SLIDERI numeri precisi dei tagli si sapranno a novembre. Nel documento, riordino della governance e quote rosa

ROMA – Per ora si sa solo che aboliranno i comitati provinciali, sulla scia dei disegni di legge costituzionale all’esame del Parlamento che prevedono la soppressione delle province. Per tutti gli altri dettagli della riorganizzazione del Coni invece, a partire dai temuti tagli al personale, bisognerà aspettare circa un mese.

Venerdì scorso il Consiglio nazionale dell’ente sportivo ha dato l’ok al documento programmatico di ristrutturazione. Una sorta di lettera d’intenti che prevede il riordino dell’organizzazione territoriale, la riduzione dei componenti degli organi direttivi e della governance federale, l’incremento della partecipazione femminile e la valorizzazione dello sport. Imperativo: ridurre i costi e aumentare i ricavi, anche grazie a una gestione più efficiente degli impianti sportivi.

Si comincia con l’abolizione dei comitati provinciali e il trasferimento a quelli regionali delle loro funzioni. Tagliati anche i membri dei consigli federali (da 30 a un massimo di 10 componenti più il Presidente) e del collegio dei revisori dei conti (che passa da 5 a 3 poltrone). Il documento programmatico, dal titolo “Lo sport italiano verso il 2020”, introduce anche le quote rosa e prevede l’aumento della presenza femminile sia negli organi periferici (dove le donne saranno almeno il 30% del personale) che in quelli centrali (dove la percentuale sale al 50). Il progetto di riordino e di riduzione delle sedi decentrate per il momento non si riflette sulle strutture territoriali delle Federazioni.

Ora spetta allo stesso Comitato olimpico il compito di tradurre le idee in numeri: ci vorrà circa un mese, spiegano dall’ufficio stampa del Coni, ma tutto dipende dalla decisione del governo sul finanziamento all’ente e in generale allo sport italiano.

Il punto più caldo rimane quello relativo ai tagli del personale. Il Coni ha già dimezzato le risorse umane passando da 2.615 lavoratori nel 2003 a 1.375 nel 2010. La chiusura di 100 sedi provinciali suona il campanello d’allarme per circa mille consiglieri, che rischiano il posto.

Gli interventi di ridimensionamento del numero di lavoratori, si legge nel documento approvato in Consiglio, riguarderanno anche misure volte alla rivisitazione dei regimi di orario e al contenimento degli straordinari e saranno oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali. Un po’ di zucchero sulla pillola (amara) della finanziaria-Petrucci. Prossimo passo la definizione dei dettagli numerici della riforma, prima che il documento torni al Consiglio del Coni per l’approvazione definitiva.

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