Metro B1, 86 licenziati per “esaurimento dei lavori”

metroMa il Comune aveva deliberato il proseguimento dei lavori fino al 2017. Riassunzione possibile?

ROMA – I lavori di ampliamento della metropolitana B1 termineranno nel 2017. Ma l’Ati tra le ditte Salini Costruttori Spa, Vianini Lavori Spa e Ansaldo Sts Spa, esecutrici dell’appalto, ad agosto ha licenziato 86 dipendenti con la motivazione del “graduale esaurimento dei lavori di realizzazione dell’opera pubblica”.

La vicenda è stata posta all’attenzione del presidente del Consiglio regionale del Lazio da Filiberto Zaratti, consigliere di Sinistra e libertà (Sel). Nonostante una delibera comunale dell’agosto 2011 abbia esteso la concessione per il prolungamento della tratta integrativa della linea B fino a Casal Monastero, ha fatto notare Zaratti, sempre ad agosto l’Ati Salini-Vianini-Ansaldo ha licenziato 21 impiegati e 65 operai, “motivando tale scelta col graduale esaurimento dei lavori di realizzazione della metropolitana B1”. Ma in realtà i lavori continueranno per almeno altri cinque anni.

Il progetto preliminare del prolungamento della B1 è stato approvato nel 2008, quello definitivo nel 2009, mentre la concessione per la progettazione e l’esecuzione dell’opera è stato formalizzata dall’Assemblea capitolina il 5 agosto 2011. La stessa ordinanza ha previsto che per la realizzazione del progetto si facesse ricorso anche alla valorizzazione immobiliare di aree di proprietà comunale (per un valore complessivo di 255 milioni di euro), in aggiunta agli stanziamenti della Regione (99 milioni di euro), del Comune di Roma (11 milioni) e della legge per Roma Capitale (56 milioni). La cifra complessiva da coprire, secondo una stima di Roma metropolitane, è di 555,7 milioni di euro.

Proprio la delibera comunale n.58 dell’agosto 2011, che ha formalizzato i lavori per il prolungamento della B1 fino a Casal Monastero, ha previsto un periodo di progettazione esecutiva e costruzione dell’opera di almeno 5 anni, dal 2012 al 2017. Un contesto, cioè, che rende del tutto insufficiente la motivazione del “graduale esaurimento dei lavori” addotta dall’Ati per spiegare il maxi-licenziamento.

Potrebbero interessarti anche