La Borsa non risente, per oggi, dello schiaffo di Moody’s

Indice_borsa_sliderBorse in salita su tutte le piazze europee. L’annuncio che l’Europa unita contrasterà la speculazione è bastato a ridare euforia ai mercati

ROMA – Il clamoroso taglio di tre punti del debito italiano da parte di Moody’s sembra non aver lasciato il segno in Borsa nel “day after” delle contrattazioni. Milano infatti ha chiuso la giornata con un più 2,74, così come le altre piazze che si temeva potessero risentire delle rispettive “indigestioni” di bond italiani: Londra + 2,77, Francoforte + 4,06, Parigi + 3,12.

Naturalmente, a chiusura delle Borse avvenuta, gli esperti ci hanno spiegato le ragioni di questo imprevisto “turn around”. Questa volta sarebbe bastata una dichiarazione del commissario Ue per gli affari economici e monetari, il finlandese Ollie Rehn, a ridare euforia agli operatori: “Si sta facendo strada la convinzione che sia necessaria una strategia comune per fermare la frana dei debiti sovrani”.E’ bastato questo solo annuncio dell’idea che l’Europa possa uscire dall’impasse di queste settimane per annullare l’effetto rating e ridare sprint al mercato.

Ma ancora una volta, di fronte alla crisi di Dexia (che ha in cassa 3,5 miliardi di bond greci e 15 miliardi in Btp italiani) ed alle difficoltà di Deutsche Bank, si riaffaccia in Europa lo spettro delle banche in soccorso delle quali mobilitare tutte le risorse possibili, come è già successo, con i risultati che tutti conosciamo, nel biennio 2009-2010. anche il “mastino” Wolfgang Schaueble, il ministro delle Finanze tedesco che ha opposto il nein più deciso all’allargamento del fondo salva Stati, ha dichiarato che “tutti noi sappiamo che il rischio più grave della crisi attuale è che si traduca in un collasso delle banche”.

Sull’altra sponda dell’Atlantico il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha dovuto riconoscere davanti al Congresso che “la ripresa è stata assai meno forte di quel che speravamo” e che “la politica monetaria può avere un ruolo assai importante, ma non è la panacea dei mali dell’economia americana. Il compito di far ripartire la crescita e l’occupazione tocca ancor di più ai politici”.

Domani è un altro giorno, ma nessuno degli esperti si azzarda a dire che cosa succederà a piazza Affari.

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