Truffa ai vip, anche la Consob contro Madoff dei Parioli

gianfranco-lande_copiaProcesso Lande: l’ente di vigilanza si costituisce parte civile. Annunciata citazione per Bankitalia

ROMA – Si è presentato in aula con la stessa felpa blu, la barba incolta e l’aspetto dimesso della scorsa settimana. Anche oggi Gianfranco Lande ha scelto di esserci, per la seconda parte della prima udienza del processo che lo vede imputato per associazione a delinquere, ostacolo alla vigilanza e abusivismo finanziario. Il look compito e curato delle foto che lo ritraevano prima dell’arresto, lo scorso 24 marzo, se ne è andato insieme ai sei mesi e mezzo di carcere preventivo che Lande sta scontando a Regina Coeli. Un provvedimento, quello della misura cautelare, che il Madoff dei Parioli non è riuscito a far revocare e contro il quale aveva iniziato anche lo sciopero della fame.

Gianfranco Lande, insieme alla ex compagna Raffaella Raspi, al fratello di lei Andrea, a Roberto Torregiani e Giampiero Castellacci De Villanova è al centro della maxi inchiesta per truffa e bancarotta fraudolenta. Oltre trecento milioni di euro “spariti”, dati a Lande da professionisti, attori, sportivi, imprenditori: quasi 1700 persone, in gran parte della Roma bene, che hanno affidato al broker i propri risparmi con la promessa di rendimenti altissimi, fino al 12%. Tutti speravano di far lievitare il proprio capitale; in 208 dall’apertura del processo si sono costituiti parte civile.

Oggi il secondo atto della prima udienza per rito immediato, contro il quale l’avvocato della difesa Salvatore Sciullo aveva invano avanzato richiesta di nullità. Il giudice Carmelita Russo ha infatti respinto le eccezioni della difesa, che aveva sollevato vizi sia nella procedura di richiesta del rito speciale da parte del pm che nelle disposizioni relative ai documenti sequestrati nell’ufficio di Lande, non tutti depositati presso la segreteria del pm. Il processo, dunque, continua con il rito immediato mentre è stata accolta la richiesta della difesa di fornire un lettore digitale all’imputato, affinché possa leggere anche in carcere gli atti in formato elettronico a suo carico.

E’ un processo dal forte impatto mediatico, quello al Madoff dei Parioli. Non solo per la natura del reato – che coinvolge anche alcuni istituti bancari in un momento in cui il mondo della finanza è nell’occhio del ciclone – ma anche per i nomi degli ex clienti del broker romano. Carlo ed Enrico Vanzina, Sabina Guzzanti, una De Cecco, le sorelle di Samantha De Grenet e dell’ex ministro Giovanna Melandri: loro, insieme ad altri meno conosciuti, tra i duecento che hanno chiesto di costituirsi parte civile contro l’ideatore della truffa e unico imputato del procedimento, Gianfranco Lande.

Sabato 15 ottobre, in un’udienza straordinaria, il tribunale deciderà se accogliere queste richieste e dichiarerà aperto il dibattimento. Secondo il pm Luca Tescaroli possono costituirsi parte civile solo i clienti che hanno investito in Eim (una delle società riconducibili a Lande e coinvolte nel presunto raggiro) e non anche della Egp, poi dichiarata fallita.

Intanto alcuni clienti hanno già annunciato di voler citare in giudizio nomi ben più grossi: si parla di Consob – che oggi ha chiesto invece di costituirsi parte civile nel processo – Banca d’Italia, Deloitte e Carispaq. La Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, soprattutto, è da tempo coinvolta nell’inchiesta e tre direttori della filiale romana di corso Vittorio Emanuele, Maria Gabriella Valentini, Roberto D’Alessandro e Marco Maddalena sono stati indagati con l’accusa di abusivismo finanziario.

(Federica Ionta)

Potrebbero interessarti anche