Tubercolosi al Gemelli, il policlinico contro il Tar

policlinico-gemelli-romaL’ospedale ricorre contro la sentenza che ha esteso i controlli al 2010: “E’ contraria alle linee guida internazionali”

ROMA – Pugno duro del policlinico Gemelli sul caso tubercolosi. A due mesi dallo scoppio di quella che è stata definita una “epidemia nosocomiale colposa” – per la quale sono indagate sette persone – l’ospedale romano fa il primo atto di forza e si oppone alla sentenza del Tar che ha esteso i controlli anche ai bimbi nati nel 2010. La notizia è stata data dal Codacons.

L’università cattolica del Sacro cuore, con un atto di intervento notificato al Tar del Lazio, si è dunque opposta alla decisione dei giudici amministrativi arrivata dopo la denuncia del Codacons. “Considerato che (…) la suddetta ordinanza cautelare sembra supporre l’esistenza di una cattiva gestione del rischio tubercolare – scrivono i vertici del policlinico – l’università ritiene opportuno intervenire, innanzitutto al fine di offrire ulteriori elementi di valutazione a Codesto Ecc.mo Giudice amministrativo”.

Ai responsabili dell’ospedale romano, al centro di un’inchiesta per epidemia colposa e lesioni personali colpose, la decisione del Tar sembra in contrasto con le raccomandazioni degli organismi internazionali o a tutela della salute, in particolare a una serie di buone prassi codificate in Linee guida che riguardano la gestione dell’emergenza tubercolare. “L’Università Cattolica interviene in giudizio – si legge nel documento – chiedendo sin da ora il rigetto del ricorso e dei motivi aggiunti proposti dal Codacons ed altri”.

La decisione del Gemelli di impugnare la sentenza non è piaciuta al Codacons, promotore dell’azione legale di fronte al Tar. Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, ha addirittura tirato in ballo papa Benedetto XVI: “Di fronte alla presa di posizione dell’Università – ha detto l’avvocato – rivolgiamo oggi un appello al Pontefice affinché intervenga mostrando comprensione e conforto nei confronti delle famiglie dei bambini coinvolte nel caso della tubercolosi”. Rienzi ha fatto sapere poi che, poiché l’ordinanza del Tar non è stata ancora ottemperata, l’associazione si riserva “di denunciare in Procura la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, qualora non dia esecuzione immediata alle disposizioni dei giudici”.

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