Condono fiscale, il nodo non si scioglie

cicchitto-tremonti-SLIDERTremonti e la Lega con Camusso e l’opposizione dicono no. Cicchitto invece rilancia

ROMA – E’ senz’altro il condono a dominare la scena politica di questo inizio di autunno. Nonostante le smentite (o le rassicurazioni?) di Palazzo Chigi – “Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono”, si legge in una nota di venerdì scorso – non si arrestano indiscrezioni e soprattutto commenti sull’eventualità di un provvedimento del genere da inserire nel prossimo decreto legge per lo sviluppo, per aiutare a risanare le casse dello Stato.

In tanti, dall’opposizione alle parti sociali, passando per Confindustria, hanno già storto il naso di fronte all’ipotesi dell’ennesima “norma salva-furbetti”. Ma la spaccatura maggiore continua ad essere proprio in seno alla maggioranza. Dopo il no di Tremonti e della Lega Nord, stamattina è sceso in campo anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Il condono è una sorta di resa dello Stato rispetto alla legalità – ha detto il primo cittadino della Capitale ai microfoni di Sky Tg24 – E’ un segnale negativo al quale sono contrario”. Una presa di posizione che non è senz’altro piaciuta al capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha replicato: “Queste discussioni non ci intimidiscono, sono occasioni a buon mercato per rifarsi una verginità. Noi non ritiriamo la questione”.

Al di là delle lotte intestine, la questione è già arrivata alle porte di Bruxelles. “Un eventuale condono fiscale in Italia è a rischio di compatibilità – ha detto senza mezzi termini l’amministratore della Commissione europea in materia fiscale, Franco Roccatagliata , che ha parlato a titolo personale a margine di un convegno organizzato dai dottori commercialisti di Roma. “Un simile provvedimento – ha aggiunto – potrebbe turbare il mercato interno e le regole della concorrenza”. Discorso a parte per l’Iva, che è un’imposta comunitaria: “sarebbe molto pericoloso: se si condona ci potrebbero essere problemi per lo Stato italiano in relazione al mancato versamento di risorse comunitarie”.

Ma anche a Bruxelles le campane a suonare sono diverse e su diverse note. Dai banchi del Ppe l’euro-onorevole Crescenzio Rivellini ha appena interrogato la Commissione europea su un insolito “diritto al condono”. Nel 2003, lamenta il deputato, il governo Berlusconi approvò il terzo condono edilizio sul territorio nazionale, ma la Regione Campania (allora al centrosinistra) emanò una legge che non consentiva ai cittadini campani di “regolarizzare i loro manufatti”. “Può la Commissione – chiede Rivellini – esercitare pressioni sul governo italiano per far sì che il ‘diritto al condono’ sia applicato?”.

Al valzer nostrano dei sì e no si aggiunge dunque un’altra incognita: esiste il diritto europeo al condono edilizio? Chissà che, nel caso, non sia estendibile anche all’ambito fiscale.

(Federica Ionta)

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