Mondrian e l’armonia perfetta al Vittoriano

MondrianLe opere dell’artista olandese. Dal neoimpressionismo al simbolismo fino al cubismo. In mostra fino al 29 gennaio

 

ROMA – Il programma di esposizioni che il Vittoriano persegue fin dall’inizio della sua costituzione, di portare a conoscenza del grande pubblico i protagonisti dell’arte del Novecento, si conferma oggi con la presentazione eccezionale delle opere di Piet Mondrian.

Il cammino dell’artista olandese, uno dei capisaldi della storia dell’arte, è ripercorso attraverso tutte le fasi della sua evoluzione pittorica documentando anche l’incontro con i maggiori movimenti culturali, dal neoimpressionismo al simbolismo al pointillisme, fino al cubismo.

Mondrian muove dal naturalismo in linea con la tradizione dell’Aja con un’attenzione particolare verso il paesaggio, periodo presentato in mostra con una grande quantità di piccoli dipinti in cui tuttavia già si nota un interesse che va oltre la pura registrazione della realtà. Questa propensione si manifesterà sempre più forte avvicinandolo soprattutto ai dettami simbolisti e, in seguito, al cubismo che conoscerà approfonditamente nel suo viaggio a Parigi e che si evidenzierà in una prima esemplificazione delle forme e poi in una sempre più profonda astrazione. Sono infatti del 1914 i suoi primi quadri astratti che si ispirano ad un gioco di linee e di piani.

In Olanda entra in contatto con le teorie teosofiche e soprattutto con il movimento che si riconosceva nella rivista “De Stijl” e che si proponeva la ricerca di una nuova arte che fosse adeguata alla società del futuro, all’inseguimento di un’armonia ideale, di un equilibrio perfetto. Gli artisti del De Stijl, e tra questi Mondrian ha un posto di grande rilevanza, trovarono la soluzione in un linguaggio astratto chiamato neoplasticismo che consisteva nell’uso di colori primari  rosso-giallo-blu, di linee e di piani. Tutto inoltre per la loro teoria, doveva essere in relazione, arte, architettura, design, musica, tutto doveva rientrare nell’armonia perfetta tra orizzontale e verticale. Di questo periodo la mostra presenta bellissimi esempi che sottolineano l’utopia di una ricercata purezza.

Mondrian diventa dunque uno dei protagonisti del movimento modernista, la sua fama cresce e da Parigi, dove si era stabilito, si allarga all’Europa, attraversata in quel momento dalla minaccia nazista. Costretto a trasferirsi a New York, la terra del jazz, del dinamismo, della molteplicità dei linguaggi, rinnoverà ulteriormente la sua produzione in lavori che continueranno ad emanare grande forza trasmettendo la sensazione che essa si estenda oltre la superficie.

(Maria Grazia Tolomeo)

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