La stangata dell’Rc auto, Catricalà: “Italia caso anomalo”

rc-auto-SLIDERFederconsumatori: per assicurare la propria vettura i costi sono cresciuti di ben il 98% dal 2001 al 2011

ROMA – “I dati disponibili indicano che in Italia i premi per l’assicurazione Rc auto sono cresciuti a tassi superiori alla media UE”. Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, denuncia in un’audizione in commissione Industria del Senato i rincari alle polizze auto e moto. “Il costo medio di un sinistro è aumentato del 27% nel periodo 2008-2010 – ha sottolineato il numero uno dell’Agcm – ma l’incremento medio dei premi per l’assicurazione in Italia è stato quasi il doppio di quello registrato nella zona Euro”. Un confronto che “mette in luce la specificità negativa del nostro Paese”.

Nel 2010 sono stati raccolti circa 18 milioni di euro in premi assicurativo nel solo automobilistico, pari al 13,72% del totale.

La nuova procedura risarcitoria applicata dal febbraio 2007, in base alla quale i danni sono risarciti non dalla compagnia del responsabile ma da quella del danneggiato, a parte riduzione dei tempi di liquidazione dei sinistri, non ha portato i risultati attesi.

Catricalà ha parlato dati in mano. In base a una ricerca condotta dall’Antitrust dal 2006 al primo quadrimestre del 2010, i premi sono aumentati da un minimo del 7,5% (nel caso di assicurazione di un’auto di medio-alta cilindrata, proprietà di una donna 50enne, residente al Nord) a un massimo del 52,5% (per proprietari uomini di moto 250 di cilindrata, 45 anni, residenti al Centro). Al di là di specifiche differenze regionali, quindi, tranne pochi casi i premi sono cresciuti sia per gli utenti di sesso femminile che di sesso maschile e a tassi di due cifre.

Molte le disparità sul piano geografico: a parità di frequenza di incidenti, il premio assicurativo a Napoli è quasi il doppio di quello di Milano; a Palermo costa il triplo di Roma.

Parzialmente diverso, infine, il dato sulle compagnie assicurative telefoniche, presenti soprattutto al Centro-nord e assenti al Sud, che hanno ridotto i premi anche del 30% nell’ultimo biennio per alcune categorie di assicurati.

Alla denuncia di Catricalà ha fatto subito eco la Federconsumatori, che oltre a sottolineare la crescita “continua e irrefrenabile” dei costi di assicurazione ha lanciato l’allarme per l’anno in corso che “secondo l’Onf registreranno una nuova crescita media di oltre il +12%”.

“Tale crescita è inaccettabile – hanno concluso Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Soprattutto se si guarda ai dati relativi all’incidentalità” che dal 2001 ad oggi è diminuita del 22%.

(Federica Ionta)

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