L’autoincoronazione di Renata I del Lazio

renata-polverini-palco-SLIDERI primi 500 giorni della Polverini celebrati in un libro/concentrato di autoreferenzialità

ROMA – Renata Polverini fa il bilancio dei primi 18 mesi della sua amministrazione e, alla fine, al Tempio di Adriano arriva anche il segretario del Pdl Angelino Alfano. È una presenza molto attesa, quasi due ore, tanto che il numero uno dell’Udc, Lorenzo Cesa, che parla prima di lui, deve raschiare il fondo del barile per tenere alta l’attenzione. Sembrava fosse amore invece era un calesse: il rapporto tra Angelino e Renata non decolla. Lui l’ha già criticata un paio di volte, soprattutto per le «liste Coca Cola» (le chiamò così Alfano) presentate dalla governatrice del Lazio alle ultime elezioni amministrative.

Al Tempio di Adriano il segretario del Pdl c’è ma fa il minimo sindacale (sarà per il precedente incarico della Polverini?). «Alla Regione Lazio c’è oggi un modello di buon governo e riusciamo a governare insieme all’Udc senza problemi. A 100 metri da qui (a Montecitorio, ndr) non ci riusciamo», ha detto Alfano. Poi: «Sono felice di essere qui con Cesa. Ma se l’Udc a Montecitorio crede che Berlusconi debba fare un passo indietro, io sono convinto che ne debba fare tre avanti, nei prossimi 16 mesi». Infine: «Una cosa non esclude l’altra: si può governare insieme nel Lazio e ci si può confrontare in Parlamento in maniera responsabile. In entrambi i casi stiamo rispettando la volontà degli elettori». Fine delle trasmissioni. Applausi. Non proprio un’incoronazione. Ma tant’è.

Dal canto suo il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ce l’ha messa tutta ma, senza nemmeno un discorsetto preparato, ha finito per dare fondo a tutte le ovvietà possibili: la famiglia, gli ospedali, il piano casa e, di nuovo, la famiglia, gli ospedali, il piano casa. Casualmente gli assessori alla Famiglia e all’Urbanistica sono in quota Udc, rispettivamente, Forte e Ciocchetti.

Il leader de La Destra, Francesco Storace, ha fatto il suo. Strappa l’applauso più lungo e convinto della giornata e suggerisce di pagare un anno di stipendio a consiglieri e assessori in bot e cct (ovviamente i politici laziali fanno gli scongiuri). Parla cinque minuti ma bastano. Più che un ex (presidente) sembra un post. Anche per l’uso frequentissimo che fa del suo blog.

Poi c’è lei, la festeggiata. Renata Polverini ricostruisce i suoi primi 18 mesi da governatrice, dopo la folle campagna elettorale, in cui il Pdl dimenticò di presentare la lista nella Circoscrizione di Roma e provincia. Poi, con orgoglio, snocciola risultati, progetti e campagne. E per chi non avesse seguito con la dovuta attenzione la ricostruzione dei 500 giorni, distribuisce un libello di 180 pagine che più “polverini centrico” di così non si può.

Infatti lei non molla e guarda avanti. Racconta anche di essere stata al San Camillo e di aver incontrato un paziente di Pontecorvo, che era piuttosto arrabbiato: «Presidente, ma perché ci chiude l’ospedale della nostra cittadina?». «Scusa, ma perché tu sei venuto qui al San Camillo per curarti e non sei rimasto a Pontecorvo?», gli ha chiesto la Polverini. E lui: «Beh, presidente, io so’ grave». Insomma, ecco la conferma, «meno ospedali e più territorio».

L’opposizione critica (“Il Lazio è nudo” dice il capogruppo del Pd Montino), mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si candida per il Nobel per la Pace. Prima dà un giudizio «estremamente positivo» sull’amministrazione Polverini. Poi aggiunge: «Ci sono state una serie di questioni affrontate con il giusto piglio e sbloccate positivamente». Non contento precisa: «Il piano rifiuti è rimasto irrisolto dalla giunta di sinistra per tre anni, mentre la Polverini ha affrontato la situazione ed è riuscita a programmare la chiusura di Malagrotta. Pensiamo anche alla questione legata alla sanità, nella quale la Regione ha profuso sforzi molto forti in termini di risanamento, così come nella situazione complessiva delle politiche sociali che hanno dato un segnale molto importante». Dulcis in fundo, Alemanno ha ribadito: «Il giudizio è estremamente positivo anche sulla collaborazione tra Regione e Roma Capitale». Peccato che le liti tra il primo cittadino e la governatrice siano ormai all’ordine del giorno. Ultima proprio la questione rifiuti e, penultima, Roma Capitale. Soltanto la Lega, con i suoi strepiti contro Roma ladrona, è riuscita ad avvicinare Gianni e Renata. Ma solo per pochi giorni.

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