Corteo del 15 ottobre, massima allerta per Palazzo Koch e Mef

manifestazione-indignati-roma-111012191142_mediumLa sede di via XX Settembre dalla mattina di venerdì è presidiata dai blindati della polizia e ai dipendenti è stata annunciata la chiusura dei cancelli in occasione della manifestazione degli Indignati

ROMA – La Capitale si prepara per accogliere gli attesi duecentomila Indignati che domani sfileranno in corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. Roma insieme a 790 città di 71 Paesi scenderà in piazza alle 14 per protestare contro il ruolo della finanza nell’attuale crisi globale. Saranno in piazza associazioni ambientaliste, collettivi studenteschi, sindacati: un gruppo molto eterogeneo nel quale si temono infiltrazioni da parte di gruppi violenti.

Dopo le tensioni di mercoledì, quando poche centinaia di persone si sono radunate in modo pacifico di fronte alla sede di Bankitalia in via Nazionale, è alta l’allerta delle forze dell’ordine. Mssima attenzione per le sedi istituzionali a cominciare da Palazzo Koch e ministero delle Finanze e negozi chiusi o a rischio chiusura in Centro. L’ufficio Coordinamento operativo della polizia di Roma Capitale non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione sulla preparazione dell’evento di sabato, ma già da stamattina la sede ministeriale di via XX Settembre è presidiata dai blindati della polizia e ai dipendenti è stata annunciata la chiusura dei cancelli in occasione della manifestazione di sabato.

Un impiego notevole di uomini e mezzi, dunque, nonostante le proteste fino ad oggi si siano svolte in modo assolutamente pacifico, a cominciare dalla marcia degli Indignati che mercoledì si sono accampati in via Nazionale, davanti al palazzo di Banca d’Italia. Anche in quell’occasione le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere i manifestanti e sgomberare gli scalini del Palazzo delle Esposizioni, dove erano state piantate alcune tende.

Intanto continua la protesta sul web. Tantissimi i messaggi su Twitter e i gruppi sorti su Facebook per darsi appuntamento, ma anche per dire no alla ricapitalizzazione delle banche e agli strumenti della cosiddetta finanza creativa. Alcuni lanciano anche un appello al governo, stamattina in Aula per la questione di fiducia: “Facciamo ballare anche noi il governo – scrovono i “draghi ribelli” su Twitter – Andiamo a gridare la nostra sfiducia”.

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