Roma indignata, Roma blindata

indignati-slogan-SLIDERViaggio nelle vie del Centro il pomeriggio prima dell’attesissima manifestazione Euromediterranea contro l’Europa delle banche. Mef e Bankitalia già chiusi. Tantissima la polizia in borghese. Pochi Indignati rimasti al Palazzo delle Esposizioni | FOTO

ROMA – Al ministero delle Finanze hanno lasciato solo una porticina aperta. Non è ancora l’ora di pranzo di venerdì, ma Roma sembra già sotto l’assedio delle forze dell’ordine. I tre portoni del Mef su via XX Settembre e un altro su via Pastrengo sono chiusi. “Hanno già blindato tutto – raccontano alcuni dipendenti – non si può uscire che da qui”. E per domani è arrivata anche una circolare: tutti i cancelli del dicastero saranno serrati per motivi di ordine pubblico e sicurezza.

E’ questa la Roma che domani accoglierà centinaia di pullman da almeno 70 città italiane. Oltre ai manifestanti attesi via treno e via nave. Parteciperanno al corteo studenti e lavoratori precari, licenziati della Croce rossa e associazioni ambientaliste, sindacati e cittadini privati: tutti con lo slogan “Popolo del mondo, in piazza il 15 ottobre per il cambiamento globale”. E’ il popolo degli Indignati, alcuni li hanno chiamati anche “riformisti” per le proposte che, nelle varie manifestazioni e assemblee pubbliche, hanno avanzato per un futuro libero dallo strapotere degli istituti finanziari. E poi ci sono i cosiddetti vip. Si è “indignata” anche Margherita Hack. L’astrofisica, in un’intervista al quotidiano online Universita.it, ha detto: “io è da tanto che sono indignata e mi domando sempre perché la gente non si indigni più”. Domani saranno duecentomila, per lo meno questa è l’aspettativa degli organizzatori e, allo stesso tempo, la paura di polizia e carabinieri che temono infiltrazioni da parte di gruppi violenti. Ma la protesta, fino ad oggi, è stata pacifica.

Eppure Palazzo Koch è già blindato: auto della polizia, camionette dei carabinieri e tantissimi agenti e militari in divisa e in borghese, fermi con le auto sul marciapiede agli angoli di tutte le traverse di via Nazionale. Del resto il ministro Maroni lo ha confermato poco dopo il voto di fiducia, parlando con i cronisti a Montecitorio: “Siamo pronti, abbiamo preparato benissimo tutto”. A via Nazionale i negozi domani resteranno aperti. “Per lo meno è quello che sappiamo fino ad ora – spiegano i commercianti – Ma noi, qui, abbiamo la sede di Bankitalia”. Come a dire, non si sa mai che piega può prendere il corteo che, tra l’altro, sfilerà proprio da piazza della Repubblica verso piazza Venezia. Ma anche di fronte al disagio, i negozianti sono vicini alla protesta: “Hanno rovinato il futuro ai giovani – si sfogano – E’ giusto che loro scendano in piazza per riprenderselo”.

E gli Indignados? Per ora sono poche decine di persone, accampate con le loro tende colorate sui gradini del Palazzo delle Esposizioni. E’ stato allestito anche un punto radio, da dove nel primo pomeriggio i ragazzi hanno ascoltato in diretta il voto di fiducia alla Camera. Sono accampati da mercoledì, ma non bivaccano: qualcuno lava i gradini del Palazzo, altri preparano dei cartelli da mettere sui secchi dell’immondizia, per fare la raccolta differenziata. Mentre i pali delle fermate degli autobus e dei taxi, spostate indietro di qualche metro, sono diventati aste per le loro “bandiere”: tanti manifesti che raccolgono articoli di giornali sulla crisi economica, oppure slogan contro la finanza creativa.

L’appuntamento, rigorosamente sul web, è in piazza della Repubblica alle 14 di sabato. E intanto nel cielo di Roma si sono già levati in volo gli elicotteri.

(Federica Ionta)

 

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