Black bloc, blitz della polizia in tutta Italia

black-bloc-SLIDERCentinaia di uomini in azione negli ambienti anarchici e degli ultras. Intervista choc di un black bloc a Repubblica: “Abbiamo fatto un master in guerriglia in Grecia”

ROMA – Un milione e mezzo di danni alla città di Roma e appena una trentina tra fermi e arresti. L’epilogo indegno della manifestazione di sabato 15 ottobre, conclusa con la fuga dei veri Indignati e l’assalto dei black bloc a polizia e carabinieri, continua a scatenare polemiche e reazioni.

Il più duro è il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno che oggi, in un’intervista al Messaggero, ha chiesto ai suoi cittadini e a tutta l’Italia di mettere da parte il buonismo per “individuare quei teppisti che sabato hanno devastato Roma” ed arrestarli, perché “sono degli animali, devono finire in carcere e ci devono restare il più a lungo possibile”. Secondo Alemanno, che ricollega gli scontri di sabato scorso a quelli del 14 dicembre 2010, “bisogna intervenire mettendo da parte la sindrome del G8 di Genova. Perché questi gruppi anarchici, legati ad alcuni centri sociali, ormai hanno un’organizzazione di stile terroristico. E una volta presi servono pene esemplari”.

Ma chi sono i black bloc? In un’intervista scioccante al quotidiano Repubblica si confessa uno di loro, un pugliese di 30 anni. Parla di un “master” fatto in Grecia per addestrarsi alla guerriglia: “Per un anno una volta al mese siamo partiti in traghetto da Brindisi con biglietti di posto ponte, perché non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare. E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un’arte in cui vince l’organizzazione. Un anno fa, avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma abbiamo vinto perché avevamo un piano, un’organizzazione”. E, a quanto pare, l’organizzazione c’era. Secondo il racconto dell’uomo i black bloc erano divisi in due falangi e dalla sera di venerdì avevano lasciato un ducato bianco in piazza San Giovanni con mazze e sassi.

Intanto stamattina è partita una maxi-operazione di polizia e carabinieri su tutto il territorio nazionale, con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell’anarchia e dell’estremismo più radicale. Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, in un’intervista a Sky Tg24 ha parlato di controlli anche tra gli ultras. Le città più controllate sono Roma, Milano, Torino e il centro popolare occupato Gramigna di Padova, punto di riferimento degli anarco-insurrezionalisti nel Veneto centrale. Sempre oggi verranno chieste le convalide dei fermi e l’emissione di ordinanze di custodia in carcere per le 12 persone, tutte sotto i 30 anni, arrestate sabato per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Tra i denunciati sei i minorenni e quattro donne. “Poteva scapparci il morto”, ha sottolineato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che domani sarà in Senato per spiegare come è stato possibile che un gruppo di 800 persone sia riuscito a infiltrarsi nel corteo fino a mettere a ferro e fuoco la città.

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