Black bloc, undici domande al ministro Maroni

roberto-maroni-SLIDERDopo i fatti di Roma del 15 ottobre, le undici domande di Romacapitale.net al ministro dell’Interno, Roberto Maroni

1. Perché non è stato bonificato preventivamente il percorso della manifestazione, spostando automobili e cassonetti e sigillando i tombini, come invece è stato fatto in altre occasioni?

 

2. Carabinieri e poliziotti hanno ripetuto anche in questa occasione di aver paura ad intervenire, perché meno tutelati dei criminali che dovrebbero fermare. Cosa fanno Governo e Parlamento per superare questa cosiddetta “sindrome di Genova”?

 

3. La tardiva reazione delle forze dell’ordine ha fatto sì che i black bloc abbiano rubato la scena ai veri manifestanti. Perché ciò è stato consentito? Si è trattato di una scelta politica o di un errore tattico?

 

4. Pochi giorni prima della manifestazione il sindaco Alemanno aveva incontrato il prefetto Pecoraro, il questore Tagliente e il comandante Provinciale dei Carabinieri Mezzavilla. Venerdì Roma era già blindata e piena di polizia in divisa e in borghese. Perché sabato il sistema di sicurezza ha fallito?

 

5. Molti dei teppisti che hanno devastato Roma sono noti alle forze dell’ordine, come dimostrato anche dai “curricula” dei fermati. Perché, se le Digos locali conoscono nomi, cognomi, indirizzi di questi teppisti, sono liberi di partecipare ad eventi pubblici?

 

6. Negli Stati Uniti, solo per occupazione di suolo pubblico, sono state arrestate centinaia di persone. In Italia, dove abbiamo assistito a un’inaudita violenza, contiamo solo 18 fermi. Il giustizialismo/garantismo uccide la giustizia?

 

7. Probabilmente domani, sulla base di prove incerte e di documentazione approssimativa raccolte nel furore della battaglia, i fermati saranno liberi. E dopodomani che succede, si ricomincia daccapo?

 

8. I black bloc sono terroristi addestrati ed equipaggiati che hanno lavorato per mesi, non solo in Val di Susa, per prepararsi all’assalto del 15 ottobre. I nostri servizi di intelligence ammisero di essere stati presi di contropiede dai disordini del 14 dicembre scorso. Questa volta dov’erano? Si sapeva da settimane della mobilitazione sul web delle frange più pericolose dell’antagonismo politico. Come mai non li hanno intercettati? O, peggio, li hanno lasciati fare?

 

9. Le forze dell’ordine lamentano la carenza di investimenti e fondi per la sicurezza. Porterete avanti la politica dei tagli nonostante la cronaca abbia rivelato una realtà in emergenza?

 

10. A due giorni dagli scontri diviene operativo il protocollo “Mille occhi” per la sicurezza a Roma. E’ solo questo “pannicello caldo” con cui volete combattere le infiltrazioni mafiose e terroristiche che nell’ultimo anno hanno messo in ginocchio la Capitale?

 

11. Il fallimento dell’apparato di sicurezza di sabato è sotto gli occhi di tutti. Ora si fa il bilancio dei danni e si chiedono ridicoli risarcimenti o costituzioni di parte civile. Ma chi si assume la responsabilità politica di quanto accaduto?

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