Tirrenica, dopo più di 40 anni partono i lavori del primo lotto

TirrenicaCirca 14 km da Tarquinia a Civitavecchia Nord per un investimento di 174 milioni di euro

ROMA – La concessione per la realizzazione dell’opera risale a 43 anni fa. E oggi finalmente prendono il via i lavori della tratta laziale dell’autostrada tirrenica, da Tarquinia a Civitavecchia Nord. La Sat, società autostrada tirrenica controllata da Autostrade per l’Italia, realizzerà 14,6 chilometri del lotto investendo 174 milioni di euro per ampliare l’attuale asse stradale, creare un’area di esazione e realizzare tre svincoli. L’autostrada si svilupperà lungo il tracciato dell’Aurelia che sarà allargato per realizzare due distinte carreggiate e l’opera sarà ultimata in tre anni.

“Sat – ha affermato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia – continua a intervenire sui nodi più critici della Livorno-Civitavecchia. Dopo l’adeguamento della tratta Rosignano-S. Pietro in Palazzi e la nuova barriera di Rosignano, aperta prima dell’esodo estivo lo scorso giugno, è la volta di Tarquinia. Con questi due interventi – prosegue Castellucci – si risolvono le due più importanti criticità dell’asse tirrenico e le situazioni di maggiore disagio per gli automobilisti, soprattutto nei periodi di esodo e nei fine settimana. Intanto è in corso l’esame del progetto definitivo in sede di Conferenza dei Servizi.

Attendiamo le risposte delle Istituzioni territoriali che dovranno tener conto del quadro generale di crisi e di un rigoroso rispetto delle compatibilità ambientali, paesaggistiche, di consumo di territorio e storico-archeologiche. Il progetto dell’opera può essere oggetto di miglioramenti ma non certo di negoziazioni al rialzo che minerebbero la fattibilità e la sostenibilità dell’opera stessa.

La realizzazione dell’autostrada tirrenica – conclude Castellucci – con un investimento di 2 miliardi di euro, interamente autofinanziato e quindi senza alcun contributo pubblico, determinerà benefici diretti pari a circa 2,5 miliardi di euro, di cui 2 miliardi andranno allo Stato.

“La concessione per la realizzazione dell’opera risale a 43 anni fa. C’è sempre qualcuno, in ogni opera infrastrutturale, che non è d’accordo, ma chi fa parte degli esecutivi deve ascoltare e dare informazioni, ma poi deve decidere e noi finalmente abbiamo deciso”. Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture Alterio Matteoli, parlando dell’avvio dei lavori autostradali del lotto Tarquinia-Civitavecchia. “Quanto è costata alla piccola e media imprenditoria laziale e toscana la mancanza di quest’opera? Io credo molto, anche per la valorizzazione dei tre porti, Civitavecchia, Livorno e Piombino, che il corridoio tirrenico copre. Nei tre anni previsti per la realizzazione dell’opera lavoreranno circa 5.000 persone, non mi pare – conclude Matteoli – che in un periodo come questo ciò sia poco”.

Come ormai spesso accade molte sono state le polemiche che hanno accompagnato la stesura del progetto da parte delle associazioni ambientaliste.

“L’autostrada è una grande opera, inutile, costosa e troppo impattante per il territorio, al quale mancherà un’arteria di comunicazione vitale per i residenti e per le aziende agricole”. È il giudizio tranchant del Coordinamento dei comitati contro l’Autostrada di Tarquinia che in una nota definisce “il progetto SAT semplicemente come la trasformazione di una strada statale in Autostrada ai soli fini del pagamento del pedaggio, simile ai progetti di privatizzazione di altre strade statali, obbligando i cittadini a percorrere strade alternative pericolose, onerose in termini di tempo e di carburante in più, perché la viabilità alternativa non sarà predisposta, per non perdere gli eventuali utenti, che al 80% saranno residenti”.

Un no secco arriva anche dall’isola del Giglio. Il gruppo consiliare ha precisato che “la proposta di privatizzare l’Aurelia, abbassando la qualità autostradale del progetto del 2008, imporrà enormi sacrifici al territorio, prima di tutto. Chi ad esempio si dovrà recare dal Giglio a Grosseto per il disbrigo di affari ricorrenti, non avrà altra scelta che pagare il pedaggio autostradale, che appare come una beffa, visto che non vi sono percorsi alternativi. Oltre a ciò va considerato che i 200 chilometri di Aurelia, unica direttrice nord-sud di grande percorrenza, dovrebbe essere soggetta ad anni di lavori, con pesantissimi disagi per il traffico, la circolazione delle merci e effetti negativi sul turismo e sulle produzioni locali”.

Sul pagamento del pedaggio una volta realizzata la nuova arteria autostradale, è intervenuto il presidente della Sat Antonio Bargone. “Prevediamo – ha spiegato – alcune agevolazioni per i residenti ma i costi dell’investimento non possono essere coperti solo dal traffico di attraversamento: l’autostrada deve essere pagata da chi la utilizza”.

Sulla querelle è intervenuto ancora una volta il titolare del dicastero di Porta Pia sottolineando che “anche la costruzione di una semplice casa può essere un vulnus con l’ambiente ma con tutti gli strumenti e le tecnologie avanzate di cui disponiamo non dico che non ci sia impatto ambientale, ma questo è sicuramente sopportabile”.

Soddisfazione è stata anche espressa dall’assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Lazio Luca Malcotti. “Quest’opera – ha affermato – è una fondamentale boccata d’ossigeno per la nostra economia e ha un valore strategico perché con altre opere come la Roma-Latina, la Cisterna-Valmontone, la Orte-Civitavecchia si disegna il Grande raccordo anulare del Lazio che sarà in connessione con il sistema aeroportuale della Regione, con il porto di Civitavecchia ma anche con i grandi corridoi del Paese”.

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