15 ottobre, i numeri choc della devastazione

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Due milioni di danni causati dall’orda incappucciata  LE 11 DOMANDE AL MINISTRO MARONI

ROMA – Solo di sampietrini, ne hanno staccati più di un chilometro quadrato. Il Campidoglio ha comunicato i dati ufficiali dei danni causati dall’orda black bloc che sabato 15 ottobre si è abbattuta sulla Capitale, approfittando della manifestazione Euromediterranea contro la crisi economica.

I numeri sono impressionanti: 4.000 corse bus e metro limitate o cancellate, 3.000 metri quadri di scritte sui muri, 1.200 metri quadri di sampietrini divelti, 300 metri quadri di percorsi per non vedenti distrutti, 130 fra cassonetti e cestoni in ghisa distrutti, 120 tonnellate di rifiuti prodotti, 30 pali sradicati della segnaletica verticale, 20 telecamere di videosorveglianza dell’Agenzia della mobilità distrutte. E ancora danni vari a elementi di arredo urbano in ferro, lastroni dei marciapiedi, illuminazione pubblica, bagni chimici.

Per fronteggiare l’emergenza sono serviti quasi duemila operatori: per la precisione, 1,699 del personale Atac, 300 vigili della Polizia Roma Capitale e 171 dell’Ama. E un conto a sei zeri tra Municipale (80 mila euro), Atac (250 mila euro), Ama e Decoro urbano (485 mila euro) e Dipartimento Lavori Pubblici (un milione di euro). Totale: un milione e 815mila euro secondo le stime più aggiornate.

Oltre ai danneggiamenti pubblici, quelli privati. Settantanove persone si sono già rivolte al numero messo a disposizione dal Comune (06.67104801) per segnalare i danni subiti. In 46 hanno perso l’auto, soprattutto quelle di grossa cilindrata, ma i black bloc se la sono presa anche con 10 moto e motorini e persino una bicicletta di un invalido civile. Senza contare le vetrine dei negozi o di altre attività commerciali: oltre alle 15 chiamate per danni materiali sono arrivate richieste di risarcimento anche per il danno commerciale subito a causa della chiusura forzata di sabato pomeriggio. Una situazione di estrema emergenza per cui il Campidoglio ha attivato anche un indirizzo email (danni.15ottobre@comune.roma.it) e un fax (06.671079225).

Roma Capitale ha intanto formalizzato, davanti alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Roma, la propria posizione giuridica e processuale di parte civile nei procedimenti penali aperti a seguito dei gravi fatti di sabato. “In attesa della definizione degli interrogatori di garanzia – si legge in una nota dell’Ufficio Stampa del Campidoglio – Roma Capitale auspica che l’attività di indagine e le valutazioni giuridiche conseguenti portino a contestazioni che risultino adeguate a stigmatizzare la percezione evidente dei fatti accaduti a Roma: preordinata e voluta devastazione del contesto urbano”.

 

Da Alemanno lo stop alle manifestazioni

Solo manifestazioni “statiche” e senza cortei. A meno di 48 ore dai misfatti di sabato 15 ottobre il sindaco Alemanno ha firmato l’ordinanza che per un mese vieta alle manifestazioni di sfilare per le strade del I municipio. Autorizzati, dunque, solo sit-in in piazza Bocca della Verita, piazza Santi Apostoli, piazza della Repubblica, Circo Massimo, piazza Farnese, piazza S.Giovanni e piazza del Popolo. Un provvedimento controverso che ha già raccolto molte critiche, a cominciare dal sindacato di polizia Silp-Cgil che lo ha definito illegittimo perché, ha spiegato il segretario generale Claudio Giardullo, la tutela della sicurezza pubblica “spetta allo Stato”. “Ci sembra francamente assordante il silenzio del ministero dell’Interno – ha ribadito il sindacalista – un sindaco commissaria in un colpo solo prefetto e questore e, partendo dal traffico, si attribuisce poteri che la legge dà solo allo Stato, come ha recentemente ribadito la Corte Costituzionale”.

Prima prova per le nuove regole la Quarta marcia per la libertà che si svolgerà sabato 22 ottobre anche a Parigi e a Berlino. L’appuntamento romano sarà stanziale, in Piazza Bocca della Verità.


SPECIALE 15 OTTOBRE | Dalla manifestazione alla devastazione

Tutti i servizi di Romacapitale.net in uno speciale dedicato alla manifestazione Euromediterranea che avrebbe dovuto sfilare il 15 ottobre. Dal sit-in davanti a Bankitalia di mercoledì 12 ottobre alla follia teppista degli incappucciati che hanno messo la Capitale a ferro e fuoco. Guarda tutte le foto, leggi i reportage dai luoghi caldi e le analisi 

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