Ministeri al Nord, il tribunale “chiude” le sedi di Monza

ministeri-nord-SLIDERZingaretti: “Sventato un attacco di Pdl-Lega alla Capitale”. Alemanno: “Non in discussione il ruolo di Roma”

ROMA – Le sedi ministeriali di Monza vanno chiuse. E’ quanto ha stabilito il tribunale di Roma, III sezione Lavoro, in merito al ricorso di due sindacati dei lavoratori di Palazzo Chigi che avevano sollevato dubbi sulla legittimità della decisione del governo di aprire uffici centrali nella città lombarda.

Gli autonomi di Sna.Pre.Co.M. e S.I.Pre. avevano presentato il ricorso per non essere stati coinvolti nella decisione di aprire una sede ministeriale a Monza, nonostante il provvedimento avrebbe poi avuto effetti diretti sugli iscritti ai due sindacati. Le prerogative sindacali prevedono infatti che, in caso di ricaduta sul personale di decisioni che l’amministrazione può assumere autonomamente, i sindacati debbano comunque essere convocati. Venerdì scorso – ma la sentenza è stata depositata solo oggi – il giudice del Lavoro Anna Baroncini ha dichiarato la condotta del governo “antisindacale” e ha ordinato che “ne siano rimossi gli effetti”. Ossia la sede monzese deve chiudere.

Soddisfatti i due sindacati che, spiega all’Asca il segretario generale del Sindacato nazionale autonomo presidenza del Consiglio dei ministri, Fulvio Ferrazzano, erano venuti a sapere del decreto istitutivo dai media. “Quando abbiamo chiesto informazioni – racconta – perché normalmente nei rapporti si cerca sempre di capire cosa accade davvero, queste ci sono state negate. Quindi non c’è stata nessun’altra alternativa che portarli in Tribunale e il giudice di Roma ha provveduto”. Poi aggiunge: “Il governo dovrà pagare 2 mila euro di spese processuali a noi e al Sipre, che ha promosso il ricorso insieme alla nostra associazione”.

Plauso bipartisan anche dalle istituzioni. Il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha parlato di decisione giusta contro un provvedimento “iniquo e insensato”. “Lo spostamento dei ministeri al Nord non era solo una folle idea – ha aggiunto – ma è diventato ben presto un atto governativo inutile e antieconomico. La sentenza è una nuova, l’ennesima, sconfitta per il Governo Bossi-Berlusconi”. Contento anche il sindaco Gianni Alemanno, per il quale “non era necessaria una sentenza del Tribunale per capire come l’apertura di sedi a Monza fosse incongrua e illegittima”. Stessa reazione da parte del governatore del Lazio, Renata Polverini, e dai membri delle opposizioni.

Unica reazione fuori dal coro, quella di Roberto Calderoli. Il ministro della Semplificazione ha infatti confermato che “le sedi dei ministeri a Monza restano lì e saranno tenute aperte e operative. Valuteremo, dopo averlo letto, il pronunciamento del giudice del lavoro e se vi sono degli aspetti sindacali da affrontare li affronteremo e li risolveremo”.

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