Scommesse illegali, un giro d’affari di 2,5 miliardi l’anno

scommesse_illegali_calcioA preoccupare sono anche quelle legali sulle partite truccate che muovono più del doppio dei soldi

ROMA – “Buone pratiche” per combattere una ‘piaga’ sportiva come quella delle scommesse illegali che solo nel nostro paese raggiungono un fatturato annuo di ben 2,5 miliardi di euro. Per contrastarle, il ministero dell’Interno ha firmato oggi con l’Interpol e la Fifa un protocollo che ha l’obiettivo di arginare la corruzione e l’illegalità attorno al mondo dello sport. L’intesa, cui l’Italia aderisce per prima, riguarda un progetto decennale di istruzione e prevenzione, anche attraverso la “formazione di esperti che sappiano dove e come cercare, e che sappiano intervenire”, ha dichiarato il ministro Maroni.

“In Italia le scommesse illegali generano un fatturato da 2,5 miliardi di euro l’anno – ha affermato il Ministro -. Ma c’è un giro di più del doppio circa che riguarda le scommesse legali su partite ed eventi sportivi truccati”.

Secondo il segretario generale dell’Interpol, Ronald K. Noble, “nel mondo le scommesse illegali generano un giro d’affari da 90 miliardi euro all’anno. Per l’Interpol – ha spiegato il segretario – il problema delle scommesse illegali esiste da lungo tempo. La prima operazione fu infatti effettuata nel 2007 in sei paesi del Sud-Est asiatico con 432 arresti e 680 milioni di dollari in scommesse clandestine e con 680mila dollari confiscati. Dopo tre anni le persone arrestate sono state oltre cinquemila e quasi dieci milioni i dollari confiscati. I risultati di queste operazioni così importanti ci hanno fatto rendere conto di quanto grande fosse il problema – ha proseguito Noble -. La questione va affrontata non solo dal punto di vista repressivo, ma è necessaria una funzione educativa che coinvolga gli arbitri, gli atleti e i ragazzi nelle scuole. Sappiamo che l’Italia ha grandi giocatori e purtroppo a volte le partite sono oggetto di corruzione. La polizia sta facendo un grande lavoro e il protocollo, che in 10 anni restituirà al calcio la bellezza di questo gioco, si muove in questa direzione. Resta comunque fondamentale – ha concluso Noble – la cooperazione internazionale per monitorare gli eventi sportivi”.

“L’Italia è il primo paese che aderisce al protocollo su un aspetto fondamentale come quello della formazione – ha spiegato Maroni – C’è bisogno infatti di esperti che sappiano cosa cercare e come intervenire”. Il protocollo prevede infatti, oltre a programmi formativi comuni, la costante condivisione delle reciproche esperienze e conoscenze specialistiche nel campo della lotta al gioco clandestino, la produzione di materiale didattico e l’organizzazione di attività formative che vedano coinvolta anche la Fifa.

Il memorandum di oggi attua l’accordo, siglato nel maggio scorso, tra Interpol e Fifa, che prevede il versamento all’Interpol di 20 milioni di dollari da parte della Federazione internazionale per i prossimi 10 anni (8 milioni nei primi due anni e 1,5 milioni per ognuno dei successivi) in modo da creare una task-force congiunta contro le partite truccate.

Tra le attività di contrasto delle scommesse illecite è già attivo in Italia un sistema elettronico che blocca le puntate anomale. Aams dispone infatti di un ‘Robocop’ elettronico – recentemente è stato introdotto anche il controllo sulle scommesse multiple e non più solo sulle singole – che tiene costantemente sotto controllo i flussi di gioco, facendo scattare l’allarme rosso in caso di flussi di gioco elevati e sospetti. Il filo rosso che porta alla segnalazione finale parte dagli operatori di gioco (che dispongono di vere e proprie task force interne per il controllo dei flussi di gioco, i risk manager), passa dai Monopoli di Stato e finisce sui tavoli degli organi sportivi (Leghe comprese) e dell’unità informativa del Viminale.

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