Zennaro, l’uomo del tunnel continua a far parlare di sé

zennaroUn problema di incompatibilità tra l’incarico di dg al Miur e quello appena assunto con Barbara Berlusconi

ROMA – Dopo l’ormai nota gaffe relativa al presunto tunnel tra il Cern di Ginevra con il laboratorio dell’Istituto nazionale di fisica nucleare ad Assergi, presso il Gran Sasso, attraverso il quale avrebbe viaggiato il fascio di neutrini, e al quale “l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”, la notizia delle dimissioni di Massimo Zennaro, allora capo ufficio stampa del ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, sono sembrate a tutti un atto dovuto.

Nonostante ciò Zennaro continua a mantenere l’incarico di responsabile della direzione generale per lo studente, una delle più importanti al Miur, incarico che ricopre dal 2009 per designazione dello stesso Ministro.

Non solo. A fine settembre usciva la notizia, pubblicata dai maggiori quotidiani, della contemporanea assunzione di un nuovo incarico di consulente culturale offertogli da Barbara Berlusconi. La primogenita del premier e di Veronica Lario, attualmente impegnata nel cda del Milan, avrebbe infatti chiesto a Zennaro di seguirla per lanciare la sua immagine dal punto di vista culturale.

A quel punto in molti hanno chiesto a gran voce che l’ex portavoce lasciasse l’incarico da direttore generale “poiché la sua permanenza è diventata insopportabile”. Ma la levata di scudi non ha sortito alcun effetto. Così oggi è arrivata alla Camera un’interrogazione indirizzata alla titolare del dicastero di viale Trastevere, in cui si chiede se il Ministro non ritenga opportuno revocare a Massimo Zennaro l’incarico di direttore generale, che appariva già anomalo in concomitanza con il ruolo di capo ufficio stampa e che appare oggi agli interroganti inopportuno e incompatibile rispetto al ruolo di consulente culturale di un soggetto privato.

La possibilità che un dipendente pubblico possa svolgere altre attività lavorative, sia per enti pubblici sia per soggetti privati, è rigorosamente disciplinato dal nostro ordinamento che prevede che “gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi”.

La risposta, immediata, l’ha data il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito durante il Question Time di oggi alla Camera. “Il ministero dell’Istruzione evidenzia che il contratto del dottor Zennaro ha scadenza 7 maggio 2012, e non si è verificata alcuna delle condizioni previste dalla normativa vigente per la revoca del contratto”, ha affermato Vito.

“Sulla presunta incompatibilità relativa alla contemporanea assunzione d’incarichi – ha aggiunto il ministro – non sussiste alcun contratto di tal genere in essere. Conseguentemente il ministero non ravvisa i presupposti per l’applicazione del decreto legislativo che vieta ai dipendenti pubblici di assumere incarichi retribuiti in assenza di autorizzazione”.

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