13:38 | Agente penitenziario muore schiacciato da una porta carraia all’ospedale Pertini

E’ rimasto schiacciato dalla porta carraia che stava cercando di sbloccare, per consentire ad una ambulanza di uscire. È morto in questo modo Salvatore Corrias, 46 anni, agente di Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura protetta per detenuti dell’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma. Lo rende noto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.

Secondo quanto appreso dai collaboratori del Garante, l’incidente è avvenuto ieri sera, poco prima delle 23. L’agente stava cercando di aprire la porta carraia di ingresso al reparto, che era rimasta bloccata, per consentire l’uscita di un veicolo di soccorso, quando il pesante cancello è uscito dalla guida schiacciandolo.

“Questa morte – ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – è l’emblema di come la drammatica situazione delle carceri italiane possa finire in tragedia. Gli agenti di polizia penitenziaria che prestano servizio al “Pertini” sono sotto organico, sono 28 e dovrebbero essere in 40 e, per questo, sono costretti ad affrontare gravosi turni di lavoro dovendo assicurare, al tempo stesso, le traduzioni, le scorte ai detenuti malati e la sicurezza di un reparto dedicato esclusivamente ai reclusi. Una situazione che più volte gli agenti avevano denunciato. Ma questo, evidentemente, non è servito ad evitare questa morte. Ora spero che le istituzioni facciano celermente luce sulle circostanze di quanto accaduto per capire se esistano anche responsabilità nella manutenzione di questa struttura”.

“La morte dell’assistente di Polizia Salvatore Corrias ci lascia sgomenti”, ha commentato il capo dell’Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, esprimendo dolore e sgomento per la tragedia che stanotte ha colpito l’assistente Corrias presso l’Ospedale romano Sandro Pertini, dove prestava servizio al reparto di medicina protetta.

Il capo del Dap, avvisato del tragico evento, ha immediatamente disposto accertamenti inviando sul luogo il vice capo del Dap Simonetta Matone. Sarà ora la Procura di Roma a fornire i doverosi chiarimenti sulla dinamica e sulle responsabilità. “E’ una morte inaccettabile – continua Ionta – che colpisce la famiglia Corrias e tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria che quotidianamente svolge un lavoro in situazioni difficili complesse, anche nei servizi esterni quale il trasferimento dei detenuti per ragioni sanitarie”. Il capo del Dap esprime le più sentite condoglianze alla moglie Nicoletta e ai figli Eleonora e Alessio, ai quali l’Amministrazione Penitenziaria assicura sostegno e vicinanza.

Potrebbero interessarti anche