Montezemolo alle grandi manovre. L’incognita del Terzo polo

Luca_CorderoIn attesa di sapere se si voterà in primavera, le “truppe” del presidente Ferrari lavorano alla preparazione delle liste

ROMA – I sondaggi gli danno il 15 per cento. E la tendenza è in crescita. Ma Luca Cordero di Montezemolo non si rilassa e il suo think thank, la fondazione Italia Futura, continua a colonizzare spazi politici. L’area è quella del centrodestra: «Con l’inarrestabile declino di Berlusconi, è lì che si formerà un vuoto da riempire», ragiona uno dei fedelissimi del presidente della Ferrari. Ma l’ex leader di Confindustria vuole allargare il «recinto». Parla ai giovani, agli scontenti del Pdl e del Pd, ai cattolici. E lo fa, ormai da un paio di settimane, quasi tutti i giorni. Mentre i big di Italia Futura continuano a incontrare persone e a preparare liste di candidati. Del resto l’incognita sono le elezioni anticipate. Se Berlusconi decidesse di accelerare i tempi e puntasse al voto nella primavera del 2012, allora Montezemolo e soci (Della Valle in prima fila) dovrebbero essere pronti. Per questo il lavoro va avanti, come le cene di finanziamento.

L’idea è quella di mettere in piedi una lista civica nazionale, che sia moderata e orientata ai principi liberali. Il dialogo con il Terzo Polo c’è anche se non sarà facile trovare la quadra con Casini, Fini e Rutelli. Ovviamente il centrosinistra non sta a guardare e critica: «Non abbiamo bisogno di demiurghi che si illudano di potersi sostituire ai partiti e alle forze organizzate. Il Paese ha già dato, chiunque pensasse di copiare Berlusconi sbaglierebbe di grosso», ha detto l’ex premier Massimo D’Alema. Anche Bersani è andato sulla stessa scia: «Dobbiamo scegliere se fare democrazia all’occidentale o ritornare nell’eccezionalità italiana in cui si aspetta quello che risolve i problemi. Con le persone del destino abbiamo già dato». Parole dettate anche dai timori sempre più forti nel Pd, visto che i sondaggi segnano un calo dei Democratici.

Il «vangelo» secondo Luca si diffonde. «Serve coesione e una leadership coraggiosa», ha detto pochi giorni fa. E ha aggiunto, forse pensando proprio a D’Alema e Bersani: «Oggi non è più tempo di “one man show” e questo vale per la ricerca, ma anche per la politica e per le aziende». Le parole d’ordine sono dunque squadra, merito, liberalizzazioni, lavoro, imprese, giovani, innovazione. I toni sempre più decisi. Mentre i «tifosi» lo spronano: la sua entrata in politica è «inevitabile», dice Massimo Cacciari, che aggiunge: «Se non ora quando?». Le incertezze del presidente della Ferrari dipenderebbero, secondo l’ex sindaco di Venezia, dal fatto che «non capisce dove collocarsi», cosa assolutamente necessaria con l’attuale legge elettorale. Invece Luca guarda avanti. Negli ultimi giorni, oltre a partecipare a convegni e tavole rotonde, ha anche inaugurato una scuola romana che, con tanto di referendum interno, ha scelto di chiamarsi «Enzo Ferrari».

Intanto Italia Futura continua il tam tam. E lo fa puntando a destrutturare gli orizzonti politici tradizionali. «Tra i luoghi comuni più diffusi c’è quello sulla necessità di politiche di “sacrificio” che però, essendo impopolari, sarebbero difficili da attuare. Questo luogo comune è una truffa: gli italiani i sacrifici li stanno facendo da oltre quindici anni per l’incapacità della politica di superare i veti interni ai rispettivi schieramenti che impediscono di pensare e proporre riforme organiche». In un articolo affidato a Marco Simoni, economista alla London School of Economics, si sostiene invece che «si può invertire la china, smettendo finalmente di fare sacrifici e approfittando al contrario dei nostri tanti talenti, mettendoli a frutto». L’aveva detto quattro giorni fa lo stesso Montezemolo: «La classe dirigente che ha gestito il Paese dall’inizio degli anni Novanta ad oggi ha fallito». La strada è libera, lui c’è. E in politica il vuoto non esiste.

(Alberto Di Majo)

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