Poste Italiane, è come sparare sulla Croce Rossa

poste-italianeLa crisi dei servizi postali espone il gruppo a critiche. Preoccupa l’esposizione finanziaria di Sda Courier

ROMA – Oltre che sul bagnato, piove anche su Poste Italiane. Come se non bastassero le defaillances del sistema informatico che ogni due per tre mettono in ginocchio 14.000 uffici in tutta Italia, o gli scioperi del personale “mutilato” del premio di produzione, o la concorrenza di operatori privati nel settore dei servizi postali, ora ci si mettono anche altri ad attaccare alle spalle l’azienda guidata da Massimo Sarmi.

Nell’occhio delle critiche infatti ora c’è Sda Express Courier, l’azienda del gruppo che opera come corriere offrendo soluzioni integrate per la distribuzione, la logistica e la vendita a distanza. Effettivamente non se la passa molto bene se ha chiuso il bilancio 2010 con un passivo di 34,5 milioni di euro, dopo averne persi altri 23,5 l’anno prima. E’ chiaro che questa situazione ha stressato notevolmente l’equilibrio finanziario della società costringendola ad un’esposizione nei confronti della controllante e del sistema bancario che oggi è divenuta preoccupante. Lo riconosce la stessa impresa che motiva l’attuale stato di illiquidità con “la critica congiuntura economica, che ha provocato una pesante contrazione dei volumi, e il mancato o parziale pagamento dei servizi effettuati a favore della controllante”.

In questa “piaga” mette pesantemente il dito l’on. Toto del Pdl il quale, temendo che le perdite di Sda Express Courier finiscano per gravare sulle nostre tasche, chiede al ministro dell’Economia e delle Finanze “quali misure intenda intraprendere per evitare che le perdite realizzate dalla società nell’ultimo biennio finiscano per essere scaricate sul contribuente”.

Anche i consumatori, da sempre critici nei confronti delle Poste, contestano oggi l’introduzione del “gratta e vinci” agli sportelli “di quello che una volta era il tempio della fiducia e della sicurezza, destinatario delle pensioni di milioni di italiani”. Per questo Federconsumatori e Adusbef chiedono a Poste “di eliminare queste incitazioni al gioco d’azzardo dai propri uffici”.

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