Anfia, il presidente Razelli verso le dimissioni

RazelliUn atto di coerenza dopo l’uscita di Fiat da Confindustria. Rimane invece a capo della Magneti Marelli

ROMA – Quella di oggi è stata l’ultima assemblea da presidente dell’Anfia per Eugenio Razelli. Lo ha annunciato lo stesso Razelli nel corso dell’assemblea annuale dell’Associazione filiera industria automobilistica, che si è tenuta oggi a Roma. La decisione del presidente, spiegano dall’ufficio stampa, si deve a “un discorso di coerenza”, dopo la scelta di Fiat di uscire da Confindustria e quindi anche dalla sua affiliata Anfia. Razelli rimane invece presidente e amministratore delegato di Magneti Marelli, società del gruppo Fiat.

L’uscita del gruppo di Torino dall’associazione, rivelata oggi dal presidente, è stata poi confermata dall’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne, anch’egli presente all’assemblea. ”E’ una scelta che abbiamo valutato con grande serietà – ha detto Marchionne – e che non ha nulla a che vedere con ragioni politiche. La Fiat è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale e non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze e con condizioni troppo diverse da quelle che esistono in tutto il resto del mondo. Questa libertà d’azione – ha proseguito Marchionne – che gestiremo non solo nel rispetto delle leggi ma soprattutto con profondo senso di responsabilità, è il requisito essenziale se vogliamo essere protagonisti dello sviluppo industriale del nostro Paese”.

Parlando della crisi del mercato, Marchionne ha aggiunto che “l’Italia, in particolare, ha registrato quest’anno tre trimestri in flessione, arrivando a toccare livelli così bassi che non si vedevano dal 1996. Anche il 2012 si preannuncia critico e le prospettive economiche non sono delle più incoraggianti”. Le previsioni dell’Anfia, poi, parlano di 1 milione e 700 mila unità nel 2011, quasi mezzo milione in meno rispetto agli ultimi anni.
“Solo a settembre infatti – ha affermato Razelli durante l’assemblea – la raccolta ordini è risultata in calo del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Se questa tendenza negativa proseguirà, come prevedibile, anche nei prossimi tre mesi, l’apertura del 2012 – prosegue Razelli – si preannuncia critica per il mercato e molto probabilmente il 2012 chiuderà con volumi di immatricolazioni ancora più bassi di quelli del 2011, per il quale la previsione di chiusura a 1.740.000 unità indica che la domanda è tornata ai livelli del periodo 1993-1996”.

Razelli dovrebbe comunque rimanere in carica fino a dicembre.

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