Gli otto candidati alla poltrona di Procuratore capo di Roma

csm-SLIDERDa Spataro a De Ficchy e Corrado Lembo: molti i nomi “eccellenti” in lizza

ROMA – Una rosa di nomi illustri per l’ambita poltrona: da Armando Spataro a Nello Stabile, da Nello Rossi a Giuseppe Pignatone, fino a Gianfranco Amendola, Corrado Lembo e Giancarlo Capaldo. E spunta anche il nome di Luigi De Ficchy.

Luigi De Ficchy, oggi capo della Procura di Tivoli, ha una storia professionale fortemente legata al territorio di Roma. Dopo aver svolto le funzioni di Giudice presso il tribunale di La Spezia, dal 1977, nel 1980 viene trasferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, con funzioni di sostituto procuratore. E’ in questo periodo che figura in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata e, in particolare, contro la Banda della Magliana. Negli stessi anni si occupa delle indagini contro l’eversione, con particolare attenzione al terrorismo rosso e internazionale. Tra queste le indagini che hanno portato all’identificazione e alla cattura dei componenti delle Brigate Rosse-Partito comunista combattente. Nel 1993 e’ trasferito alla Direzione Nazionale Antimafia, con funzioni di sostituto procuratore, dove coordina le indagini riguardanti le direzioni distrettuali antimafia di Roma e Perugia.

Armando Spataro, procuratore aggiunto a Milano, coordinatore del pool antiterrorismo, si e’ occupato dell’inchiesta sul sequestro Abu Omar. Eletto al Csm nel 1998, e’ stato tra i fondatori del Movimento per la Giustizia, una delle correnti ‘di sinistra’ dell’Anm. Nello Stabile, gia’ nel direttivo dell’Anm e poi consigliere del Csm in quota Unicost, e’ sostituto procuratore generale in Cassazione. Nello Rossi, procuratore aggiunto a Roma, si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione. E’ stato segretario dell’Anm e componente del Csm. E’ uno dei piu’ noti esponenti di Magistratura democratica. E ancora, Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica a Reggio Calabria, protagonista di una riorganizzazione del lavoro contro la ‘ndrangheta che ha portato le cosche a progettare attentati contro di lui. Di tutto rispetto anche la storia professionale di Gianfranco Amendola, capo della Procura di Civitavecchia, ex procuratore aggiunto a Roma, che per anni si e’ occupato di reati contro l’ambiente ed e’ stato, per un periodo, anche un volto noto della politica come europarlamentare dei Verdi.

Infine, Corrado Lembo, procuratore capo a Santa Maria Capua Vetere e Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto a Roma e capo della direzione distrettuale antimafia. A quest’ultimo sono legate le inchieste sulla P3, il processo sugli ex vertici di Fastweb e Tis e il giallo sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Quando il Capo della Procura Giovanni Ferrara lascerà l’incarico, sembra destinato a ricoprire un ruolo dirigenziale al ministero della Giustizia, Capaldo svolgerà le funzioni di ‘vicario’.

(Valentina Marsella)

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