L’arrogante proposta francese su Edison

Piloni_energia_elettricaTutta la società elettrica italiana contro un pacchetto di energie rinnovabili. Il sogno svanito di una cordata italiana

ROMA – La maschera dietro cui si sono nascosti per mesi i francesi di Edf alla fine è caduta e l’intenzione (sospettata fin dall’inizio da alcuni, tra cui romacapitale.net) di fare dell’intera Edison un solo boccone è venuta alla luce. La proposta infatti presentata ieri a Delmi, la società che comprende i soci italiani A2A e Iren, prevede di scambiare le quote possedute dalle due municipalizzate di Milano e di Torino in Edipower, rispettivamente del 20% e del 10%, contro il 100% di Edens un’impresa del gruppo che opera nel campo delle energie rinnovabili. La proposta è accompagnata, oltre che dal rifiuto dell’Opa su Edison, anche da una motivazione beffarda: “In modo da aiutare la costituzione di un nuovo soggetto delle rinnovabili in Italia e per consentire ai partner italiani di beneficiare degli sforzi compiuti da Edison per ristrutturare la propria profittabilità”. Sembra che la risatina di Sarkozy sia diventata contagiosa.

La reazione di parte italiana è ben descritta dal Sole 24 Ore di oggi: “La proposta francese di separazione di Edison è molto diversa  dall’impianto originario su cui finora si era ragionato e soprattutto suona come un blitz sull’energia italiana. Tanto da scatenare l’ira degli italiani che hanno bocciato il piano e convocato d’urgenza un summit per oggi”. Anche l’assessore al bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, che aveva liquidato il lodo Zuccoli che mirava a portare tutta Edipower sotto controllo italiano (e il possibile ingresso di Acea in una eventuale cordata italiana aveva spinto romacapitale.net a seguire la trattativa) oggi definisce la proposta di Edf  “una boutade da rinviare al mittente”.

I giochi dunque in apparenza si riaprono, ma il problema è quello di capire quali carte hanno ancora in mano gli italiani per sedersi al tavolo da gioco con i francesi. La proposta di marzo di spartizione di Edipower, che sembrava per i soci di Delmi la linea del piave, sembra oramai superata, anche perché nel frattempo i francesi si sono comprati anche la quota della svizzera Alpiq (10%) in Edipower. Con una salda maggioranza in mano alla controparte, il potere contrattuale del litigioso partner italiano sembra davvero ridotto al lumicino.

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